Investimenti. Sembrava fosse arrivata la primavera

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Si è tenuto, nei giorni scorsi, a Roma l’evento organizzato da Itinerari Previdenziali conosciuto come il “Convegno di primavera”. Una giornata che ha visto alternarsi sul palco esperti, tecnici e investitori.

Ad aprire i lavori il Presidente del Centro studi di Itinerari, Alberto Brambilla che ha voluto subito evidenziare gli effetti della guerra in Ucraina anche sul nostro Paese e sul Pil in un momento in cui sembrava “essere arrivata la primavera”.

Per Brambilla “Il primo risultato di questa grave situazione bellica e geopolitica, sempre che non riprenda nella stagione fredda anche la pandemia da SARS-CoV-2, è il rinvio nella crescita dei tassi di interesse deciso dalla BCE nella seduta del 10 marzo che ha anche modificato l’asset purchase programme (APP) prevedendo che gli acquisti si attesteranno a 40 miliardi di euro ad aprile, di 30 a maggio e 20 miliardi a giugno e revisione a luglio in base ai dati macroeconomici”.

Ed ancora “Il rischio paventato è uno scenario di alta inflazione e bassa o nulla crescita cioè la «stagflazione», un fenomeno che abbiamo già sperimentato nel 1973 causata da un mix di eventi: la fine degli accordi di Bretton Woods e la svalutazione del dollaro del 1973; l’inizio della guerra del Kippur e lo shock petrolifero in parte conseguente a questi primi 2 eventi e in parte per la crisi in seno all’OPEC, anche per i fatti di Libia, che portò alle stelle i prezzi degli idrocarburi e delle materie prime e da lì a un incremento generalizzato dei prezzi mentre i salari reali perdevano potere d’acquisto”.

“Siamo quindi passati da una situazione di quasi euforia a una densa di rischi economici e sociali .  Le prossime settimane saranno fondamentali per capire quale direzione prenderanno i mercati e quali decisioni verranno prese dai Governi e dalle autorità monetarie. Nei prossimi mesi si potrà avere un quadro più chiaro sulla transizione ecologica ed energetica che potrà avere grandi riflessi geopolitici ed economici, a partire dal settore automotive. A partire dall’autunno saremo probabilmente sottoposti al nuovo «stress test» del COVID-19 e dei prezzi dell’energia se non ci attrezzeremo per tempo nei prossimi 6 mesi”,

“Insomma – ha concluso il presidente del Centro studi Itinerari Previdenziali – un 2022 che sembrava tutto in discesa e che invece….”