IL PPP moltiplicatore del PNRR? Si apre il dibattito

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Saranno chiamati a rispondere al quesito, il prossimo 28 giugno dalle ore 10,30, i Presidenti delle Casse di previdenza , Stefano Distilli (CNPADC), Alfonsino Mei (Enasarco), Alberto Oliveti (Enpam) e Tiziana Stallone (Enpab).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina, infatti,  alcune delle risorse ad operazioni di PPP (Partenariato Pubblico Privato) con l’obiettivo che ogni progetto finanziato potrebbe, grazie anche al sostegno del settore privato, avere un effetto moltiplicatore per la ripresa, dalla telemedicina alle infrastrutture.

“Idealmente – scrivono gli organizzatori del convengo –  gli investitori istituzionali, attratti dai rendimenti offerti da forme di impiego a lungo termine caratterizzate dalla stabilità dei flussi cedolari, potrebbero giocare un ruolo rilevante, ma a “determinate condizioni”: molteplici restano le questioni aperte, dall’esonero dal codice degli appalti, dalla rivendicata piena autonomia nell’utilizzo dei fondi, alla leva fiscale”.

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Partenariato Pubblico Privato

Il PPP comprende una vasta gamma di modelli di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato. Il ricorso al PPP, attraverso le sue diverse metodologie attuative può, in generale, essere evocato in tutti quei casi in cui il settore pubblico intenda realizzare un progetto che coinvolga un’opera pubblica, o di pubblica utilità, la cui progettazione, realizzazione, gestione e finanziamento – in tutto o in parte – siano affidati al settore privato.