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Futuro della popolazione. Italia paese “anziano”

Le nuove previsioni sul futuro demografico del Paese, aggiornate al 2021, confermano la presenza di un potenziale quadro di crisi. Gli ultra 65enni sono il 23,5% della popolazione e nel 2050 potrebbero sfiorare il 35%. รˆ il dato che salta all’occhio leggendo l’ultimo report pubblicato dall’Istat.
Vediamo allora alcuni dati.
La popolazione residente รจ in decrescita: da 59,2 milioni al 1ยฐ gennaio 2021 a 57,9 mln nel 2030, a 54,2 mln nel 2050 fino a 47,7 mln nel 2070.
Il rapporto traย individui in etร  lavorativaย (15-64 anni)ย e nonย (0-14 e 65 anni e piรน) passerร  da circaย tre a dueย nel 2021 a circaย uno a unoย nelย 2050.Sul territorio entro 10 anni inย quattro Comuni su cinqueย รจ atteso un calo di popolazione, in nove su 10 nel caso di Comuni di zone rurali.
In crescita le famiglie ma con un numero medio di componenti sempre piรน piccolo.ย Meno coppie con figli, piรน coppie senza:ย entro il 2041 una famiglia su quattro sarร  composta da una coppia con figli, piรน di una su cinque non ne avrร .

Un Paese “anziano”

Gli over 65 anni oggi rappresentano il 23,5% della popolazione mentre quella nella fascia 15-64 anni il 63,6%ย  e lโ€™etร  media si รจ avvicinata al traguardo dei 46 anni.

Diย  fatto, la popolazione del Paese รจ giร  ben dentro una fase accentuata e prolungata di invecchiamento. Dalle prospettive future scaturisce unโ€™amplificazione di tale processo, perlopiรน governato dallโ€™attuale articolazione per etร  della popolazione e, solo in parte minore, dai cambiamenti immaginati circa lโ€™evoluzione della feconditร , della mortalitร  e delle dinamiche migratorie, in base a un rapporto di importanza, allโ€™incirca, di due terzi e un terzo rispettivamente.

Entro il 2050 le persone di 65 anni e piรน potrebbero rappresentare il 34,9% del totale secondo lo scenario mediano, mentre lโ€™intervallo di confidenza al 90% presenta un campo di variazione compreso tra un minimo del 33% a un massimo del 36,7%. Comunque vadano le cose, lโ€™impatto sulle politiche di protezione sociale sarร  importante, dovendo fronteggiare i fabbisogni di una quota crescente di anziani.

Quattro Comuni su cinque in calo demografico nel giro di dieci anni

Entro 10 anni andrร  incontro a un calo demografico un numero crescente di Comuni, lโ€™80% secondo lo scenario mediano, entro il 2031. Ciรฒ si deve alla bassa feconditร , che colpisce uniformemente alla base la struttura per etร  delle popolazioni, ma anche a livelli migratori sfavorevoli per alcune realtร  territoriali, laddove รจ piรน forte tanto lโ€™emigrazione per lโ€™estero quanto quella per lโ€™interno.

A livello nazionale si valuta che tra il 2021 e il 2031 i Comuni delle zone rurali possano nel complesso registrare una riduzione della popolazione pari al 5,5%, passando da 10,1 a 9,5 milioni di residenti. In tali aree i Comuni con saldo negativo della popolazione sono lโ€™86% del totale. La questione investe soprattutto le aree del Mezzogiorno, dove i Comuni delle zone rurali con bilancio negativo sono il 94% del totale e dove si riscontra una riduzione della popolazione pari allโ€™8,8%.

Tra 20 anni oltre 10 milioni di persone sole

Il calo delle famiglie con nuclei deriva dalle conseguenze di lungo periodo delle dinamiche sociodemografiche in atto in Italia: lโ€™invecchiamento della popolazione, con lโ€™aumento della speranza di vita, genera infatti un maggior numero di persone sole; il prolungato calo della natalitร  incrementa le persone senza figli, mentre lโ€™aumento dellโ€™instabilitร  coniugale, in seguito al maggior numero di scioglimenti di legami di coppia, determina un numero crescente di individui e genitori soli.

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