Reddito minimo. Dalla Ue la proposta di Raccomandazione

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il 28 settembre la Commissione europea ha presentato la proposta di Raccomandazione del Consiglio agli Stati membri sull’attualizzazione dei rispettivi regimi di reddito minimo per renderli più efficaci nel contrasto alla povertà e per promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro di coloro che possono lavorare.

Il reddito minimo è una erogazione dello Stato a favore delle famiglie più bisognose per colmare il divario verso un determinato livello di reddito affinché siano in grado di far fronte alle spese delle utenze e affitto e di vivere una vita dignitosa. I regimi di reddito minimo si sono dimostrati particolarmente importanti nei periodi di recessione economica, in quanto aiutano ad attutire i cali di reddito delle famiglie contribuendo così a una crescita sostenibile e inclusiva.

Reti di sicurezza sociale ben concepite per aiutare le persone in difficoltà
Sebbene il reddito minimo esista in tutti gli Stati membri, la sua adeguatezza, la sua portata e la sua efficacia nel sostenere le persone variano in modo significativo.
La proposta di raccomandazione del Consiglio contiene indicazioni chiare per rendere efficaci i regimi di reddito minimo nella lotta alla povertà e nella promozione dell’inclusione attiva nella società e nei mercati del lavoro. Più specificamente si raccomanda agli Stati membri di:

– migliorare l’adeguatezza del sostegno al reddito
– migliorare la copertura e l’adozione del reddito minimo
– migliorare l’accesso a mercati del lavoro inclusivi
– migliorare l’accesso ai servizi abilitanti ed essenziali
– promuovere un sostegno personalizzato
– aumentare l’efficacia della governance delle reti di sicurezza sociale a livello europeo, nazionale, regionale e locale, nonché dei meccanismi di monitoraggio e rendicontazione.

Nella progettazione dei propri sistemi di reddito minimo, gli Stati membri dovranno seguire delle apposite linee guida presentate dalla Commissione con una comunicazione dedicata alla “migliore valutazione dell’impatto distributivo delle politiche degli Stati membri”. A tal fine vengono date indicazioni ai paesi membri sulla trasparenza degli obiettivi delle politiche, affinché esse contribuiscano ad affrontare le disuguaglianze esistenti, tenendo conto dell’impatto sulle diverse aree geografiche e sui diversi gruppi di popolazione (ad esempio: donne, bambini e famiglie a basso reddito).

Tra l’altro sono indicati gli ambiti politici,  gli strumenti, gli indicatori, i tempi, i dati e la modalità di diffusione della valutazione di impatto.
La proposta di raccomandazione del Consiglio sui regimi di reddito minimo è accompagnata da  simulazioni per tutti i 27 Stati membri sui regimi esistenti e sulle potenziali riforme, utilizzando il modello di microsimulazione EUROMOD. Questo strumento, gestito dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC – Joint Research Centre), è disponibile gratuitamente e la Commissione ne sosterrà ulteriormente l’uso e lo sviluppo negli Stati membri.

La proposta della Commissione di  raccomandazione sul reddito minimo adeguato sarà discussa dagli Stati membri in vista dell’adozione da parte del Consiglio (i lavori del Gruppo questioni sociali del Consiglio si riunirà sul tema il 7 ottobre). Una volta adottata, gli Stati membri dovranno riferire alla Commissione ogni tre anni sui progressi compiuti nell’attuazione. La Commissione monitorerà inoltre i progressi nell’attuazione della raccomandazione nel contesto del semestre europeo. Lo strumento proposto – una raccomandazione del Consiglio – lascia agli Stati membri un margine di manovra sufficiente per determinare il modo migliore per raggiungere gli obiettivi di questa iniziativa, tenendo conto delle loro circostanze specifiche.

 

Per maggiori informazioni consultare la pagina

Minimum income: more effective support needed to fight poverty and promote employment – Employment, Social Affairs & Inclusion – European Commission (europa.eu)