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Dalle Agenzie

Marina Calderone,  Ministra Lavoro e Politiche Sociali

“I 107 miliardi di euro” del patrimonio delle Casse previdenziali private, “che afferiscono alla parte attiva del bilancio dello Stato”, sono “frutto dell’impegno e della lungimiranza delle classi professionali”.

“Oggi le Casse di previdenza sono soggetti che erogano welfare a tutto tondo ed e’ una missione importante che va sottolineata. Io vedo un connubio profondo e un’alleanza strategica con la rappresentanza degli ordini professionali. In un mondo che cambia profondamente dobbiamo essere in grado di rivedere e ridefinire le regole del gioco: 11 anni fa abbiamo fatto al riforma delle professioni ed ora e’ venuto il tempo di discutere se non sia il caso di riflettere sull’efficientamento di quelle regole e interventi anche in termini di gestione, con supporto del lavoro autonomo libero-professionale. Ora la politica deve comprendere che e’ importante sostenere un settore cosi’ vitale. Dire che le nostre Casse sono gestori di welfare vuol dire anche un riconoscimento che sono fondamentali per garantire la crescita”.

“C’e’ da prestare attenzione al modo in cui nella delega fiscale andremo a gestire il lavoro autonomo. Una buona riforma deve dare la possibilita’ di utilizzare al meglio gli strumenti di aggregazione. I giovani hanno bisogno di aggregarsi in ottica multidisciplinare e bisogna fare in modo che tanti giovani scelgano le professioni. Io credo che gli ordini professionali, Casse di previdenza, ministero e Governo devono impegnarsi perche’ queste situazioni non si verifichino piu’. Non e’ un mondo che vive di assistenza. Tutti i ristori che sono arrivati sono stati reinvestiti nelle crescita professionale. Avrete sempre il mio supporto e sostegno per aiutarvi e sostenervi”.

Federico Freni, Sottosegretario Mef

“Dopo 12 anni (dal decreto legge che ne prevedeva l’emanazione, nel 2011, ndr) grazie ai ministri Marina Calderone e Giancarlo Giorgetti è stata ribaltata la prospettiva del Regolamento degli investimenti delle Casse di previdenza private, dunque le norme che usciranno dagli uffici ministeriali entro giugno valorizzano l’autonomia e la saggezza delle Casse”, affinché possano “dettare in casa propria le regole” sulle operazioni finanziarie che intendono condurre”.

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del made in Italy

“E’ necessaria una politica industriale dove lo Stato deve avere un ruolo strategico e di indirizzo. Nel 2024 faremo una grande conferenza in occasione della presidenza italiana del G7”.

“All’interno delle riforma degli incentivi, noi semplificheremo” le agevolazioni, nella consapevolezza che “anche voi professionisti sapete quali possono essere gli ostacoli della burocrazia”.

“La transizione ecologica non è un pranzo di gala con cibi sintetici nel Palazzo di Leningrado”, ha, poi, affermato, a proposito delle sfide che attendono il nostro Paese, con riferimento anche alla questione di stretta attualità della commercializzazione degli alimenti ‘in provetta’, a cui il governo italiano ha dato ‘l’altoltà’.

Carlo Messina, Ceo Intesa SanPaolo

“Io sono totalmente tranquillo sulla solidità del sistema europeo delle banche. Per quello che e’ accaduto negli Usa la causa e’ la mancanza di vigilanza e la mancata attenzione ai rischi interni alla banca. In Europa Credit Suisse da anni era sotto osservazione e interventi erano stati rimandati ma non ci sono altri casi.  Il sistema italiano oggi e’ il miglior sistema europeo perche’ si fonda sulla forza delle nostre famiglie. E questo garantisce che sia oggi totalmente sicuro, non vedo nessun elemento di preoccupazione. I fondamentali sono estremamente solidi e le famiglie possono essere tranquille che non ci sono elementi di preoccupazione di nessun tipo”.

Sul Pnrr “non capiamo perché si debbano fare polemiche su qualcosa su cui tutti debbono rimboccarsi le maniche. Tutti devono fare la loro parte, perché è un’opportunità unica”.

Claudio Descalzi, Ad di Eni

‘Il paese riuscirà a vincere se c’è unione d’intenti su obiettivi di alto livello e se si lavora tutti insieme perché il momento è difficile. Non possiamo girare intorno alle cose non importanti e dobbiamo essere pro attivi. Non dobbiamo correre a vuoto sul posto”.

“Gli effetti economici della guerra in Ucraina sono visibili a tutti, sia per la parte industriale che per le famiglie, in tutto il mondo: l’inflazione, la supply chain e i costi. Quelli dell’energia la guerra li ha enfatizzati perché sono spariti 170 miliardi di metri cubi di gas e i prezzi sono andati alle stelle con la speculazione e l’incertezza sulla capacità di riempire gli stoccaggi”.

“Una volta che gli stoccaggi sono stati riempiti e l’Europa ha messo, dopo sette mesi di insistenza dell’Italia, un limite virtuale, che ora è anche più alto dei prezzo, la speculazione è scesa. Il prezzo ora è attorno a 40 euro a megawattora che è sempre superiori ai 17-20 prima del Covid ma già dopo il Covid con la ripresa erano saliti a 70-80. L’Europa – dice Descalzi – rimane sotto un grande stress, paghiamo 7 volte il prezzo del gas degli Usa e 3-4 rispetto a Far East che adesso si può nutrire del gas della Russia”.

“Siamo riusciti in 10 mesi a sostituire il 50% delle forniture. Eravamo il primo cliente di Gazprom e grazie agli accordi con i Paesi con cui collaboriamo siamo riusciti a sostituire parte del gas che compravamo dalla Russia e siamo sulla catena del valore”.

“Per poter avere prezzi bassi, l’offerta deve essere equipollente o un po’ superiore alla domanda. Se pensiamo che le rinnovabili possono completamente sostituire il gas andiamo contro un muro. In un contesto in cui il gas durerà ancora molto -per fortuna o no non lo so – dobbiamo riuscire ad avere gli strumenti per equipollenza tra domanda e offerta. Il gas russo ci dava la flessibilità di aprire la valvola e arrivava, ora bisogna avere rigassificatori e infrastrutture. Per questo ripeto che dobbiamo essere in ridondanza”.

“Dobbiamo lavorare ad un mix di tecnologie e non avere dogmi. Se ci limitiamo sulle tecnologie – conclude – gli altri hanno mani e gambe liberi e noi dobbiamo saltellare e questo lo paga tutto il sistema industriale. E in particolare quello italiano”.