Silver Economy. Stallone “Patto generazionale solidaristico invertito”

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“La nostra sfida è quella di rispondere a una nuova platea, demograficamente più anziana – ha osservato Tiziana Stallone, vicepresidente Adepp e presidente Enpab, intervenendo all’evento “Osservatorio Silver Economy Censis – Tendercapital. I longevi e il risparmio: valori e scelte” che si è svolto nell’ambito della tredicesima edizione del Salone del Risparmio, kermesse organizzata da Assogestioni a Milano – All’interno del mondo delle Casse di previdenza, dal 2005 ad oggi i pensionati attivi sono aumentati infatti del 160% e i contribuenti attivi pensionati sono circa 108.617 su 1.590.657 (Dati AdEPP). Questo perché i professionisti continuano ad esercitare la libera professione anche dopo il pensionamento, spesso per volontà e passione, non per necessità”.

“Dati – ha continuato la vicepresidente Stallone – che ci portano a preconizzare un nuovo “patto generazionale solidaristico invertito”, dove il professionista silver contribuisce a sostenere i giovani colleghi. Il gettito del contributo integrativo del silver è mediamente più corposo, grazie ai redditi più solidi. In questo modo molte forme solidaristiche di assistenza (finanziate dal contributo integrativo) tornano ai giovani con tetti di reddito inferiore. Molti professionisti silver dopo il pensionamento (forti del nuovo reddito “pensione”) decidono di reinventarsi, potenziando l’attività professionale, anche in forma aggregata. Non è raro che proprio il professionista silver diventi “fonte di lavoro” per i giovani che vogliono investire nella libera professione”.

Un’occasione, quindi, per discutere di Silver economy e dei mutamenti in atto che le giovani generazioni, liberi professionisti in primis, stanno subendo e “cavalcando”.

Perchè se da una parte, come emerge dalla ricerca presentata durante l’evento, le attuali generazioni di anziani beneficiano di un benessere economico più alto dei coetanei di altre epoche diverso potrebbe essere il futuro degli attuali giovani e adulti.

D’altronde il benessere degli anziani è stato costruito nel tempo grazie alla contribuzione, a cui devono la pensione, e alla buona gestione dei risparmi accumulati.

Attualmente, una famiglia, con capofamiglia una persona anziana, rispetto a una con capofamiglia con età sino a 40 anni, ha un valore della ricchezza netta media superiore del 50,8% e un valore delle attività finanziarie superiore del 100,7%.

Dall’Osservatorio Censis-Tendercapital sulla Silver Economy emerge come le persone che hanno compiuto 65 anni, considerate comunemente anziane, siano in aumento: sono 14.177.445 e rispetto a venti anni fa si registra un incremento di 3.323.545 persone (+30,6%). Nei prossimi venti anni, si prevede che gli anziani diventeranno 18.953.717, con un aumento di 4.776.272 individui (+33,7%).

L’economia dell’età longeva mette in luce il ruolo della pensione: il 65,3% degli anziani ritiene che la sola pensione non garantisca il benessere nella terza e quarta età, idea condivisa dal 74,7% dei giovani e dal 79,1% degli adulti.

L’84,6% dei longevi dichiara che per una vecchiaia serena e in condizione di benessere è fondamentale nella vita investire bene il risparmio: lo pensano l’80,9% degli adulti e il 76,7% dei giovani. In venti anni la ricchezza netta familiare media degli anziani ha registrato +3,8% reale, in controtendenza rispetto a quella delle persone fino a 40 anni (-11,9%) e di quelle tra 41 e 65 anni (-13,5%).

Per quanto riguarda la ricchezza finanziaria dei longevi, in venti anni è aumentata in termini reali del +6,9%, rispetto a un calo di quasi il 20% di quella delle persone fino a 40 anni e del 17,7% per le persone tra 41 e 65 anni.

Ma l’Osservatorio, oltre a dare i dati che fotografano quanto più volte sottolineato anche da numerosi studi, punta il dito contro finanziamenti inadeguati a garantire un welfare al passo con i tempi.

“Oggi – si legge nel comunicato diramato dopo l’evento –  si assiste al ritorno di finanziamenti al welfare inadeguati rispetto alle dinamiche di invecchiamento, al boom delle cronicità e alla necessità di servizi per eventuali emergenze. In ambito sanitario, ad esempio, per l’84,1% degli anziani nell’ultimo anno è diventato più difficile accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale della propria Regione, a causa di liste di attesa sempre più lunghe. Il risparmio per gli anziani diventa, così, un vero polmone finanziario a cui ricorrere per pagare servizi e prestazioni sanitarie altrimenti difficilmente accessibili in tempi appropriati”.

Federico Freni, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, non ha dubbi “Occorre, pertanto, sviluppare un’offerta di servizi innovativi per rispondere alle esigenze degli over 65 e tutto ciò può rivelarsi un potente motore per rilanciare la crescita in un Paese, come il nostro, che invecchia, anche attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro”.

Anche per il Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Claudio Durigon, è importante “adeguare il sistema di welfare alle dinamiche di invecchiamento della popolazione tenendo conto dell’attuale congiuntura economica particolarmente complessa. In questa prospettiva, la riforma del sistema pensionistico rappresenta un presupposto essenziale per tutelare una generazione che ha contribuito in maniera decisiva al progresso della nostra comunità nazionale”.

Per Francesco Maietta, responsabile Area Consumer Mercati privati Istituzioni Censis, “i longevi sono un cardine decisivo della nostra società e il risparmio a sua volta, con la pensione e la proprietà della casa, è un cardine della loro buona condizione economica. Le attuali generazioni di longevi sono state abili nel costruire nel tempo solidi patrimoni, hanno consumi contenuti e non smettono di risparmiare. Preoccupazione maggiore, però, è il restringersi del welfare, in particolare del servizio sanitario, che li costringe a spendere di tasca propria. Ecco la vera sfida dei prossimi anni alla buona vita nella longevità”.