Pubblicato il rapporto ESDE 2023

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La Commissione europea ha pubblicato la Relazione 2023 sull’occupazione e gli sviluppi sociali in Europa (ESDE) che analizza la carenza di manodopera nell’UE e suggerisce soluzioni per affrontarla. Il rapporto evidenzia come nonostante l’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina, l’economia dell’UE ha dimostrato una notevole capacità di recupero nel 2022, con un tasso di occupazione record del 74,6% e una disoccupazione al minimo storico del 6,2%. Tuttavia, rimangono sfide legate alla scarsa presenza di donne e di persone con disabilità sul mercato del lavoro, nonché all’adattamento delle persone e del mercato alla transizione verde e digitale.

Da non sottovalutare, il contributo che i trasferimenti sociali hanno avuto nella riduzione della povertà di oltre un terzo in media nlll’Unione (la percentuale di persone a rischio di povertà o esclusione sociale è rimasta stabile al 21,6 % nel 2022). Tuttavia, a causa dell’elevata inflazione che ha eroso il potere d’acquisto il reddito reale delle famiglie è diminuito, con un aumento della grave deprivazione materiale e sociale (dal 6,3% al 6,7%).

Il rapporto mette in luce la carenza di manodopera che si riscontra in una vasta gamma di occupazioni e a tutti i livelli di competenza, come pure il problema dell’invecchiamento della popolazione e quello della transizione verso un’economia verde e digitale.

Sebbene la transizione digitale contribuisca alla carenza di manodopera nel settore delle ICT, non sembra costituire un fattore determinante in altri settori e professioni.

L’invecchiamento della popolazione al contrario è una tendenza di grande rilievo perché  influisce trasversalmente sulla carenza di manodopera nel mercato del lavoro considerato che un numero minore di persone sarà disponibile per lavorare, mentre la domanda di beni e servizi da parte di una popolazione generalmente più anziana tenderà a rimare elevata.

Alla carenza di manodopera contribuisce anche la minore partecipazione al mercato del lavoro delle donne, delle persone con un basso livello di istruzione, dei migranti, degli anziani e dei giovani. I fattori strutturali che contribuiscono a questa carenza variano a seconda dell’occupazione e del settore. La segregazione di genere nelle scelte di carriera e di studio limita il bacino di persone che possono occupare i posti vacanti. Inoltre, i lavoratori nati al di fuori dell’UE sono più spesso impiegati in occupazioni poco qualificate con carenze persistenti di manodopera in altri ambiti vitali per l’economia dell’Unione.

Per affrontare queste sfide, sono necessarie diverse azioni. Nel rapporto sono presentate alcune proposte quali: la riforma dei sistemi fiscali e previdenziali con migliori incentivi occupazionali; un maggiore investimento nell’apprendimento degli adulti e nei programmi di sviluppo delle competenze; il miglioramento delle condizioni di lavoro per attrarre nuovi lavoratori; l’accessibilità e sostenibilità economica dei servizi di istruzione e assistenza per la prima infanzia per favorire il lavoro dei caregiver (se si aumentasse la quota di bambini di età 0-2 anni che vivono in famiglie con un reddito inferiore alla media, fino a raggiungere l’obiettivo di Barcellona del 45 per cento, la partecipazione delle madri aumenterebbe di 5 punti percentuali in Italia, di 10 punti percentuali in Ungheria e di 17 punti percentuali in Austria).

Un ulteriore proposta degli esperti della Commissione riguarda la promozione della migrazione mirata di manodopera da Paesi terzi che potrebbe contribuire a ridurre la carenza di manodopera in specifici settori. Infine, il Rapporto raccomanda il rafforzamento del dialogo sociale e il coinvolgimento delle parti sociali sia nella formazione sia nella protezione delle condizioni di lavoro in un mercato del lavoro in continua trasformazione.

In conclusione, la carenza di manodopera è una sfida significativa per l’UE. Affrontarla richiede politiche e riforme mirate, che includano investimenti nell’apprendimento degli adulti, miglioramento delle condizioni di lavoro e promozione dell’accessibilità dell’istruzione e dell’assistenza per la prima infanzia. La collaborazione tra le parti interessate, inclusi i datori di lavoro, i lavoratori e le istituzioni pubbliche, è essenziale per garantire una transizione equa e sostenibile verso una società inclusiva e un’economia resiliente.

 

Per consultare il Rapporto