L’Eurogruppo dialoga con i partecipanti al mercato dei capitali

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L’UE si sta adoperando per sviluppare ulteriormente i suoi mercati dei capitali e finanziari al fine di soddisfare le proprie esigenze economiche, convogliare i finanziamenti privati verso gli investimenti, promuovere l’innovazione e migliorare l’accesso ai finanziamenti in conto capitale per le imprese dell’Unione. In risposta all’invito dei leader dell’UE formulato al Vertice euro del marzo scorso, l’Eurogruppo ha avviato un’iniziativa strategica per individuare e concordare le principali priorità, a medio e lungo termine, sul rafforzamento e l’approfondimento dei mercati europei dei capitali e finanziari per una migliore gestione delle varie sfide e l’uso delle opportunità economiche esistenti e future. I lavori dell’Eurogruppo sul futuro dei mercati europei dei capitali e finanziari integrano i lavori legislativi in corso sull’Unione dei mercati dei capitali, con particolare attenzione ai settori in cui occorre compiere ulteriori sforzi nel medio e più lungo periodo che consenta di valutare quali misure supplementari siano necessarie per creare un ecosistema fiorente di mercati dei capitali all’interno dell’UE, commisurato al fatto che l’UE rappresenta il mercato unico più vasto a livello globale.

 

Nel corso dell’incontro dell’8 novembre, l’Eurogruppo ha discusso del futuro dei mercati finanziari e dei capitali europei proseguendo secondo l’approccio concordato a maggio 2023 che prevede l’esame dei fattori che determinano il progresso economico, e le possibili soluzioni e misure che possono essere adottate per sviluppare i mercati dei capitali degli Stati membri. L’obiettivo è quello di raggiungere un’opinione comune su questi passi per invitare la Commissione ad agire nei prossimi tempi.

Al fine di informare la discussione dell’Eurogruppo, nel corso degli ultimi due mesi sono stati invitati a partecipare agli incontri dell’Eurogruppo in versione inclusiva, una serie di ospiti del settore privato. Nel corso dell’incontro dell’8 novembre sono stati ascoltati il vicedirettore generale di Trond Grande, il Fondo pensioni governativo norvegese, che ha presentato la strategia di investimento del più grande fondo di questo tipo al mondo, e Ronald Wuijster, amministratore delegato di APG Asset Management che ha illustrato ai componenti dell’Eurogruppo il ruolo dei fondi pensione olandesi e le modalità con cui essi canalizzano i risparmi delle famiglie in investimenti produttivi.

Pascal Donlohe, Presidente dell’Eurogruppo, nel concludere l’incontro ha affermato “Trond Grande e APG Asset management ci hanno dato idee reali, tangibili e pratiche su come i mercati dei capitali possono essere attraenti, su come possono svolgere un ruolo maggiore per quanto riguarda la crescita futura e su come possono essere più attraenti per i cittadini che investono i loro risparmi, ad esempio, in un’economia più verde nei prossimi decenni.” E ha, quindi, concluso “Sappiamo tutti che esiste un enorme potenziale per incrementare gli investimenti retail e istituzionali all’interno dell’Unione europea, e la Commissione ha già avviato iniziative molto importanti in tal senso. Vogliamo basarci su questo lavoro ed esaminare come possiamo portarlo al livello successivo.”

Nel mese di dicembre, l’Eurogruppo prevede di completare le audizioni e in seguito passare alla terza e ultima fase del lavoro sui mercati finanziari e dei capitali (programmato per il 2024). L’obiettivo, come detto, è di raggiungere un accordo tra i ministri sulle aree sulle quali invitare la Commissione ad agire ulteriormente in futuro.

 

Un mercato europeo dei capitali pienamente sviluppato e integrato consentirebbe di: aumentare i finanziamenti per l’innovazione e la crescita, compreso il finanziamento delle transizioni verde e digitale; rafforzare la resilienza e la condivisione transfrontaliera dei rischi tra gli Stati membri; ridurre i costi di finanziamento per le imprese; creare una più ampia scelta per i risparmiatori e gli investitori non professionali e incrementare i rendimenti dei risparmi.

Garantire il buon funzionamento dei mercati europei dei capitali è essenziale per favorire il flusso dei capitali privati necessari al finanziamento delle principali esigenze di investimento dell’Europa. Questo, a sua volta, agevolerà il flusso degli investimenti e dei risparmi tra tutti i paesi dell’Unione a beneficio dei consumatori, degli investitori e delle imprese, indipendentemente dal luogo in cui si trovano.

 

Il complesso contesto di bilancio, con l’incremento dei costi di prestito derivato dalle variazioni dei tassi di interesse a livello globale, e la necessità di finanziare le priorità politiche dell’Unione, in particolare, quelle relative alla duplice transizione verde e digitale, rendono particolarmente urgente lo sviluppo di attività in questo settore. Infatti, nonostante negli ultimi anni si siano compiuti notevoli progressi nella crescita dei mercati dei capitali dell’UE (dal 2014 sfiorano quasi il 50% in rapporto al PIL), permane un notevole divario nel loro sviluppo.

I mercati europei dei capitali rimangono frammentati a livello transfrontaliero e la loro integrazione finanziaria a livello europeo è in ritardo rispetto ai livelli precedenti la crisi finanziaria mondiale. Le analisi del Fondo monetario internazionale mostrano che tale frammentazione si riflette anche in costi di finanziamento diversi per le imprese nei vari paesi membri. A titolo esemplificativo si pensi alle imprese italiane e spagnole che, a parità di dimensioni, redditività, leva finanziaria, attivi e settore, devono sostenere costi maggiori per finanziarsi rispetto alle loro controparti tedesche o francesi.

L’attuale sviluppo insufficiente dei mercati dei capitali dell’UE comporta l’impossibilità per i cittadini e le imprese europei di beneficiare appieno dei finanziamenti e degli investimenti che i mercati europei dei capitali potrebbero offrire. Ciò incide peraltro sull’attrattiva esercitata dall’UE come luogo di investimento per i capitali esterni nonché sulle decisioni delle imprese di espandersi e di essere quotate a livello di Unione, limitando la scelta per risparmiatori e investitori.

 

La prima fase dei lavori dell’Eurogruppo si è conclusa prima dell’estate con l’analisi della situazione attuale negli Stati membri dell’UE e nel contesto internazionale più ampio, attingendo dalle ricerche e analisi svolte dalle istituzioni europee e dal FMI.

La seconda fase, attualmente in corso, vede l’Eurogruppo dialogare con i partecipanti al mercato in relazione alle esperienze con gli investimenti istituzionali e i capitali di rischio all’interno dell’UE, alla disponibilità di finanziamenti per le imprese a forte crescita nel mercato dell’Unione, all’alfabetizzazione finanziaria e alla partecipazione degli investitori non professionali, nonché ai fondi pensione e ai mercati quale fonte di finanziamento a lungo termine.

Nel 2024 partirà la terza fase, con l’obiettivo di raggiungere un accordo condiviso su una serie di priorità politiche per informare il mandato della prossima Commissione europea.

 

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