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Demografia e previdenza. L’Istat aggiorna i parametri

” Il presente documento – si legge nell’abstract del documento stilato dall’Istituto di ricerca – ha lo scopo di rendere pubblica la metodologia con la quale sono aggiornati i parametri demografici di interesse previdenziale, sia per quanto riguarda la speranza di vita a 65 anni sia per quel che riguarda gli input demografici presenti nelle formule di calcolo dei coefficienti di trasformazione”.Ed ancora “รˆ opportuno ricordare che lโ€™Istat produce ufficialmente i parametri demografici in oggetto (e le informazioni di carattere economico riguardo al tasso di variazione del Prodotto interno lordo) affinchรฉ il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dellโ€™Economia e delle Finanze, di concerto, possano procedere allโ€™istruttoria di formazione dei previsti decreti ministeriali e, nel caso specifico dei coefficienti di trasformazione, anche a produrne materialmente la revisione. Rispetto a tale ultima attivitร , si sottolinea che essa non รจ di competenza istituzionale dellโ€™Istat che si limita a mettere a disposizione i dati demografici necessari, ottenuti in conformitร  a riconosciuti standard di scientificitร  e trasparenza”.

Dal 2023 al 2026 passando per il 2025

Per lโ€™aggiornamento entrato in vigore dal 1ยฐ gennaio 2023 lโ€™adeguamento รจ stato ottenuto effettuando laย  differenza tra i valori medi dei bienni 2019-2020 e 2017-2018.

In una popolazione a forte invecchiamento, tenendo presente che la mortalitร  colpisce soprattutto le persone anziane e fragili, fattoriย  esterni che conducono a un eccesso di mortalitร  in una determinata fase storica hanno anche il potenziale di farla ridurre in quella
mmediatamente successiva. Ciรฒ in quanto, sul piano congiunturale, nella seconda fase gli esposti a rischio di morire piรน fragili sono inย  misura piรน ridotta e perchรฉ tra loro tendono a mantenersi in vita quelli che hanno resistito alla prima (effetto harvesting).

Per lโ€™aggiornamento successivo, che entrerร  in vigore dal 1ยฐ gennaio 2025 e che risulterร  efficace fino a tuttoย  il 2026, il calcolo รจ stato prodotto facendo la differenza tra i valori medi dei bienni 2021-2022 e 2019-2020.

Inย  entrambi i casi lโ€™esito del calcolo ha prodotto delle differenze di segno negativo, nella fattispecie di tre mesi perย  il primo aggiornamento (efficacia nel 2023-2024) e di un mese nel secondo (2025-2026). Lโ€™esito finale diย  entrambe le operazioni, essendo escluso per legge un abbassamento dellโ€™etร  pensionabile a fronte diย  variazioni negative della speranza di vita, รจ stato quello di mantenere lโ€™etร  di vecchiaia ferma a 67 anni fino aย  tutto il 31 dicembre 2026.

Il risultato finale, da quando i requisiti di legge per la pensione di vecchiaia si legano agli incrementi dellaย  speranza di vita, รจ consistito nel rialzo di un solo anno reale (Prospetto 1).

Nel passaggio infatti dai 65 anniย  (per gli uomini, ma 60 in origine per le donne del pubblico impiego) in vigore fino al 31 dicembre 2012 ai 67ย  anni di oggi, che tali rimarranno fino a tutto il 2026, si รจ inserito il D.L. 201/2011 (cd. โ€œRiforma Forneroโ€).

Questโ€™ultimo provvedimento ha comportato in automatico il rialzo di un ulteriore anno, nonchรฉ la progressivaย  equiparazione di trattamento tra uomini e donne e tra tutte le tipologie di lavoratori.

 

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