Eurodeputati per la parità di genere in vista della commissione ONU sulla condizione femminile

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L’8 febbraio l’assemblea parlamentare ha inviato alla Commissione e al Consiglio una risoluzione in vista della 68a Sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile che si riunirà a New York dall’11 al 22 marzo 2024 sul tema prioritario “Accelerare il conseguimento della parità di genere e dell’emancipazione di tutte le donne e le ragazze affrontando la povertà e rafforzando le istituzioni e i finanziamenti con una prospettiva di genere”.

I parlamentari europei invitano a tenere conto della dichiarazione e della piattaforma d’azione di Pechino, del 15 settembre 1995, e degli esiti delle relative conferenze di revisione; come pure della Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna; e gli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Essi, inoltre, richiamano l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, e il principio del “non lasciare indietro nessuno”, in particolare, l’obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 1, che mira a porre fine alla povertà, l’OSS 5, che mira a conseguire l’uguaglianza di genere e a migliorare le condizioni di vita delle donne, nonché l’OSS 8, che mira a realizzare una crescita economica sostenibile.

Tra le politiche di riferimento dell’Unione europea, l’assemblea parlamentare ricorda il Piano d’azione dell’Unione europea sulla parità di genere e l’emancipazione nell’azione esterna 2021-2025; la strategia dell’UE per la parità di genere 2020-2025, e il Pilastro europeo dei diritti sociali.

Tra le questioni di particolare importanza per la  68a Commissione sulla condizione femminile (CSW), gli eurodeputati ed eurodeputate ricordano: l’eliminazione definitiva delle discriminazioni di genere, il contrasto alla povertà femminile, la promozione dell’empowerment delle donne, il contrasto alla violenza di genere sulle donne, l’eliminazione dei divari di genere nelle retribuzioni e pensioni, nel carico di cura, nel diritto all’eredità e alla proprietà fondiaria da parte delle donne in ogni parte del mondo, l’accesso alle cure e alla salute sessuale e riproduttiva, la garanzia di procedure trasparenti di assunzione e retribuzione (in particolare se intermediate da sistemi di AI).

I parlamentari raccomandano pertanto al Consiglio europeo: di riconfermare il fermo impegno dell’UE nei confronti della piattaforma di azione di Pechino a favore dell’uguaglianza di genere; di aderire agli impegni ambiziosi e lungimiranti definiti nella dichiarazione politica in esito alla 68° sessione della CSW all’ONU; di impegnarsi a sostenere UN Women; di garantire l’impegno dell’UE per una posizione unitaria sull’emancipazione delle donne e ragazze in tutta la loro diversità, nonché per conseguire la parità in ogni parte del mondo; di garantire pari opportunità nell’istruzione, nel mercato del lavoro e nel processo decisionale ed economico, nonché la parità di accesso ai servizi economici e finanziari per le donne e le ragazze; di sostenere la leadership femminile e la partecipazione piena e paritaria di donne e ragazze in tutti i livelli del processo decisionale; di applicare il mainstreaming di genere e il bilancio di genere in tutti i settori di intervento dell’UE; di affrontare le molteplici cause sistemiche profonde della povertà femminile a livello mondiale; di contrastare tutti gli stereotipi che impediscono l’emancipazione delle donne in ogni parte del globo; di contrastare in ogni modo e luogo la violenza di genere contro le donne  e tutte le pratiche tradizionali dannose (mutilazioni genitali femminili, matrimoni infantili e forzati); di affrontare la questione della sottorappresentanza delle donne in alcuni ambiti di istruzione e formazione e settori economici e produttivi (ad es.: STEM, IA); infine, ma non ultimo di promuovere e sostenere l’imprenditorialità femminile a tutti i livelli e in ogni parte del mondo, facilitando la indipendenza economica delle donne e incoraggiando il riconoscimento delle donne quali modelli di riferimento, mentori e creatrici di occupazione; di investire per la piena partecipazione delle donne alla transizione verde.

 

Per il dettaglio della risoluzione parlamentare dell’8 febbraio 2024