Parlamento europeo: un’analisi dei costi della non-Europa

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Il centro studi del Parlamento europeo ha rilasciato uno studio dal titolo “Dieci settori in cui l’Europa potrebbe fare di più per te” nel quale si identificano i settori strategici che potrebbero sfruttare le potenzialità ancora inespresse dell’Unione europea a vantaggio della situazione sociale, economica e finanziaria dei singoli Stati membri. Si tratta delle sfide globali, dei cambiamenti climatici, dei conflitti geopolitici, dell’erosione dei principi democratici e delle disuguaglianze sociali che incidono sulla vita quotidiana e sulle prospettive future delle singole persone. Una risposta collettiva europea nei prossimi dieci anni potrebbe contribuire ad affrontare queste sfide, generando benefici per un valore pari a 3.000 miliardi di euro all’anno per l’intera UE. Tale cifra rappresenta circa il 18 % del prodotto interno lordo (PIL) dell’Unione europea, ed equivarrebbe a 6.700 euro all’anno per cittadino.

Questi i settori individuati:

  • Mercato unico e trasporti. L’UE potrebbe proseguire l’opera di semplificazione e armonizzazione normativa e sburocratizzazione avviata con la presente legislatura e istituire a tal fine una task force permanente, Si potrebbe proporre, inoltre, un meccanismo per ridurre i tempi dei procedimenti di infrazione. Il beneficio pro-capite equivarrebbe a 1400 euro annui.
  • Transizione verde. Per raggiungere l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050 bisognerebbe accelerare la trasformazione equa ed inclusiva dei sistemi energetici fissando il prezzo del carbonio e sostenendo finanziariamente le persone più vulnerabili. Il vantaggio economico calcolato è di 980 euro a persona.
  • Transizione digitale. E’ necessario proseguire l’opera di sostegno alle PMI nell’adozione di tecnologie digitali e al contempo creare i contesti per la formazione e adeguamento delle competenze digitali della forza lavoro dell’UE. Il beneficio annuo per la singola persona è calcolato in 860 euro.
  • Occupazione e coesione. I tassi di occupazione dei vari territori dell’UE sono ancora troppo diversi e distanti (dal 46 % al 90%). Le zone rurali meno sviluppate e connesse devono fronteggiare spopolamento, contrazione della forza lavoro e fuga dei cervelli. La spesa per la coesione dovrebbe migliorare con un orientamento prevalente verso le comunità che ne hanno più bisogno. Il vantaggio per persona è calcolato in 750 euro/anno.
  • Unione economica e monetaria. Nel 2023 gli Stati membri hanno speso circa 290 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico (che avrebbero potuto essere investiti in sviluppo. L’UE dovrebbe garantire un uso più responsabile del bilancio comune e dotarsi di maggiori risorse da rivolgere agli investimenti. Dovrebbe essere promosso un uso più responsabile dei fondi pubblici. Ogni cittadino riceverebbe un beneficio economico pari a 720 euro l’anno.
  • Parità di genere e diritti civili. Per affrontare i divari retributivi di genere, 36% di differenziale nelle retribuzioni tra uomini e donne, l’UE propone di sostenere finanziariamente coloro che forniscono assistenza non retribuita (cura familiare), introdurre standard di qualità per le strutture di assistenza all’infanzia e a lungo termine, investire nelle strutture di assistenza e formazione. Il beneficio che se ne ricaverebbe per ogni persona è pari a 630 euro l’anno.
  • Migliori sistemi sanitari avrebbero potuto evitare l’elevato tasso di mortalità nella crisi da Covid-19. Si potrebbe adottare una politica sanitaria comune basata su livelli essenziali di servizio, sull’universalità, e su programmi europei di promozione della salute e di screening. Ogni persona potrebbe ricavarne un beneficio pari a 460 euro annui.
  • Azione esterna e di difesa. Nonostante la spesa per la difesa nell’UE sia simile a quella della Cina (la seconda a livello globale dopo gli USA) e superiore a quella Russa, essa rimane troppo frammentata sia per tipologia di armamenti sia per numerosità del personale adibito. La creazione di una forza di difesa comune, secondo lo studio, contribuirebbe a razionalizzare la spesa e a risolvere le problematiche citate. Il beneficio annuo per persona è stato calcolato in 340 euro.
  • Giustizia e stato di diritto. La diffusione della corruzione è ancora troppo elevata nell’UE. Per contrastare il fenomeno l’UE potrebbe aumentare le risorse destinate alle agenzie europee che indagano sui casi di corruzione (es. la Procura europea), migliorare il coordinamento tra esse, rafforzare le difese di protezione delle fonti, rendere gli organismi pubblici più trasparenti e responsabili. Tale rafforzamento del settore potrebbe garantire un beneficio annuo per persona pari a 340 euro.
  • Ricerca e istruzione. Per far si che le imprese europee rientrino tra quelle maggiormente impegnate in ricerca e sviluppo, dovrebbero essere potenziati gli investimenti dell’UE e la cooperazione su scala europea in alcuni settori strategici tra i quali l’innovazione digitale, la salute, lo spazio e la difesa.

 

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