Riforma dell’architettura finanziaria globale: sfide, proposte e ruolo dell’Unione europea

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Uno studio recente del Parlamento europeo ricostruisce le proposte emerse negli ultimi anni per riformare la Global Financial Architecture (GFA) con particolare attenzione ai paesi del Sud del mondo (Global South). Oltre a presentare le ipotesi di riforma, il paper presenta le motivazioni alla base, e il ruolo che potrebbe essere svolto dall’UE nello sviluppo di una GFA capace di affrontare le questioni della sostenibilità del debito e di rispondere adeguatamente alle sfide globali, facilitando il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) ONU per il 2030.

L’attuale GFA, concepita nel 1944, non è riuscita a tenere il passo con la globalizzazione, l’integrazione dei sistemi finanziari, la digitalizzazione e le maggiori sfide globali quali il cambiamento climatico e le pandemie. Nonostante diverse riforme seguite alla crisi finanziaria del 2008, inclusa l’introduzione di nuovi strumenti come l’Extended Credit Facility (ECF), lo Standby Credit Facility (SCF) e il Rapid Credit Facility (RCF), i paesi del Sud del mondo continuano a lottare per fornire beni pubblici globali (GPG). Il debito pubblico globale è aumentato da 22 trilioni di dollari nel 2000 a 92 trilioni nel 2022, con un tasso di accumulo molto più rapido nei paesi in via di sviluppo. L’aumento delle esigenze di sviluppo, i tassi di interesse elevati, la composizione mutevole del debito pubblico e le sfide globali come il cambiamento climatico, le pandemie e la corruzione sono i principali fattori di questo aumento vertiginoso.

Le difficoltà nel raggiungere gli SDG entro il 2030 sono accentuate dalla mancanza di risorse per finanziarli. Per esempio, il gap di finanziamento nei paesi in via di sviluppo per raggiungere gli SDG è stimato tra 5,4 e 6,3 trilioni di dollari all’anno per il periodo 2020-2025. Questo gap è ulteriormente aggravato dai rischi climatici, poiché i paesi del Sud del mondo sono i più vulnerabili ai cambiamenti climatici a causa di infrastrutture ed economie meno resilienti.

Le proposte di riforma del GFA mirano ad affrontare diversi problemi, tra cui l’aumento del debito, le difficoltà nella risoluzione del debito, la mancanza di risorse per finanziare i rischi climatici e le pandemie, la struttura di governance iniqua delle istituzioni e le regole arbitrarie sul prestito e sulla sicurezza finanziaria. Le riforme proposte variano a seconda degli stakeholder: le banche multilaterali di sviluppo propongono riforme modeste, mentre le organizzazioni della società civile, i “think tank” e i decisori politici avanzano proposte più radicali.

Il ruolo dell’UE

In questo contesto, l’Unione europea e gli Stati membri possono svolgere un ruolo significativo nell’agenda delle riforme, grazie alla loro stabilità economica, influenza, esperienza nella coordinazione delle politiche e nella gestione di quadri regolatori finanziari comuni. Alcune delle raccomandazioni chiave del paper rivolte al nuovo Parlamento europeo includono: i. l’assunzione di una leadership attiva nelle riforme che portano alla cancellazione del debito per i paesi in difficoltà, stabilendo modalità e politiche di risoluzione del debito sovrano a lungo termine; ii. la mobilitazione di maggiori risorse per il fondo Loss and Damage attraverso una tassa sul carbonio o una tassa basata sulle emissioni di carbonio dei singoli paesi; iii. l’assunzione della guida degli sforzi globali per il finanziamento verde verso progetti produttivi tramite istituzioni finanziarie di sviluppo basate nell’UE; la riforma delle strutture di governance delle istituzioni di Bretton Woods e altre banche multilaterali di sviluppo (MDB), attraverso la cessione di alcune quote e del potere di voto; iv. il supporto attivo alle riforme regolatorie per garantire un sistema finanziario globale sano, con reti di sicurezza reattive alle esigenze e allocazioni tempestive di risorse; v. l’avvio della discussione per la creazione di un organismo permanente di risoluzione del debito sovrano.

La necessità di finanziare lo sviluppo è aumentata significativamente nel corso degli anni, complicata dalle crescenti sfide globali come il cambiamento climatico, le pandemie e i conflitti. Queste esigenze crescenti hanno superato la capacità di risorse delle MDB, evidenziando le lacune esistenti tra le necessità di sviluppo e la disponibilità di risorse per affrontarle. La natura della GFA è cambiata solo marginalmente, considerato che rimane essenzialmente ancorata a un modello di sviluppo coloniale basato sull’estrazione e l’esportazione di materie prime non lavorate. Riformare l’architettura finanziaria globale è un passo necessario per correggere le ingiustizie insite nel sistema mondiale attuale. Tuttavia, mentre molte aree della GFA possono essere riformate con approcci incrementali, l’architettura del debito richiede un cambiamento radicale come la maggior parte degli stakeholder sostiene. Se i trattati fondativi o gli articoli delle istituzioni del Bretton Woods e di altre MDB sono considerati impossibili da rivisitare e adeguare, sarà inevitabile la creazione di istituzioni alternative. L’analisi del centro studi del PE mette in luce la necessità di riformare l’architettura finanziaria globale per affrontare adeguatamente i cambiamenti fondamentali in atto e le sfide future. L’UE può svolgere un ruolo chiave nel guidare queste riforme, garantendo che i paesi del Sud globale possano raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e costruire economie resilienti e sostenibili.

 

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