Home Adepp-Europa Newsletter AdEPP in Europa La 22ª Settimana europea delle regioni e delle città: successi e prospettive...

La 22ª Settimana europea delle regioni e delle città: successi e prospettive future della politica di coesione

La settimana europea delle regioni e delle città 2024 si è conclusa il 10 ottobre dopo quattro giorni di dibattiti, riflessioni e confronti tra amministratori locali, promotori di progetti, esperti, rappresentanti delle parti sociali, ricercatori e giornalisti. L’evento ha offerto l’opportunità di fare il punto sui numerosi successi conseguiti dalla politica di coesione durante il mandato della Commissione europea in carica, oltre a discutere su come questa politica potrà continuare a soddisfare il suo obiettivo di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale in tutta l’Unione europea.

Per decenni, infatti, la politica di coesione ha svolto un ruolo cruciale come motore di convergenza, sostenendo le regioni meno sviluppate nel percorso di avvicinamento ai valori medi europei nell’economia, nell’avanzamento sociale e nello sviluppo infrastrutturale delle regioni. Tra i progetti sostenuti dalla politica di coesione rientrano la costruzione di infrastrutture essenziali mancanti, come il ponte di Pelješac in Croazia e il ponte di Brăila in Romania, l’unico a unire le due sponde del Danubio nella regione a nord-est del Paese, oltre al supporto alla ricerca e allo sviluppo, con investimenti in supercomputer e strutture robotiche. Negli ultimi cinque anni, questa politica ha continuato a produrre risultati significativi per i cittadini europei. Tra i principali successi: il sostegno a 2,7 milioni di imprese; l’ampliamento delle infrastrutture educative, beneficiando circa 18 milioni di bambini e giovani; la creazione di 260.000 posti di lavoro in nuove imprese; la protezione di 13,5 milioni di persone grazie a misure contro le alluvioni; il miglioramento delle prestazioni energetiche di 380.000 abitazioni; il miglioramento della connessione a banda larga per 3,1 milioni di famiglie; il sostegno ad almeno 12,8 milioni di persone nella partecipazione a programmi di istruzione e formazione.

Inoltre, i fondi della coesione hanno sostenuto l’Ue nella risposta alle crisi e nel facilitare le due transizioni verde e digitale. In particolare, nella pandemia di COVID-19 e nell’accoglienza dei rifugiati ucraini a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Il Parlamento europeo e i singoli governi hanno risposto rapidamente alla mobilitazione di miliardi di euro per aiutare tutte le regioni dell’UE ad affrontare gli effetti di queste crisi senza precedenti, contribuendo a una rapida ripresa economica.

Nonostante le difficoltà, la Politica di Coesione ha continuato a tradurre le priorità politiche della Commissione in azioni concrete sul territorio. Ha dato particolare supporto alle transizioni verde e digitale, oltre a favorire la crescita occupazionale. Tra le iniziative più importanti, spicca il Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund – JTF), che ha destinato 19,7 miliardi di euro alla diversificazione economica e sociale di 96 regioni nell’UE, le maggiormente colpite dalla transizione verso un’economia a emissioni zero. Il Fondo di Solidarietà dell’UE (EUSF), che ha sostenuto 20 Stati membri e quattro paesi candidati nel far fronte a catastrofi naturali impreviste (alluvioni, incendi e terremoti) e alle conseguenze della pandemia, con un contributo complessivo di 4,6 miliardi di euro.

I programmi della Politica di Coesione per il periodo 2021-2027 mirano a garantire la sicurezza economica e la prosperità dei cittadini europei nel lungo termine. Nell’ambito dell’iniziativa Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), lanciata nel 2023, la ploitica di coesione ha investito in tecnologie critiche come clean tech, deep tech e biotech, essenziali per la transizione energetica e la competitività futura dell’Europa. In soli sette mesi, gli Stati membri avevano già proposto investimenti per oltre 6 miliardi di euro attraverso i programmi già in corso della politica di coesione al fine di sostenere queste tecnologie. Ad esempio, la Romania ha pianificato di destinare 261 milioni di euro a progetti di ricerca su larga scala nell’intelligenza artificiale, mentre la regione della Cantabria, in Spagna, ha stanziato 15,5 milioni di euro per un progetto di produzione di litio verde destinato al settore automobilistico.

Il futuro della politica di coesione

 

A meno di un anno dalla presentazione delle proposte per la politica di coesione del periodo 2028-2034, le discussioni sul futuro di questa politica sono già in corso. Gli incontri della settimana delle regioni e città si sono concentrati sull’adozione di un modello più orientato alla performance, sul rafforzamento del legame tra riforme e investimenti e sull’introduzione di una maggiore flessibilità per rispondere a eventi imprevisti.

La Settimana europea delle regioni e delle città si conferma come il più grande evento annuale della Commissione dedicato alla politica di coesione. Con il motto Empowering Communities, l’edizione di quest’anno ha accolto circa 5.000 partecipanti e 200 sessioni per discutere sui temi della competitività, della crescita sostenibile e della democrazia europea, evidenziando il ruolo fondamentale di questa politica nel futuro dell’Europa.

Previous articleRapporto ESDE 2024: riforme e investimenti sociali a supporto di competitività, crescita economica e inclusione sociale
Next articleFinanziamenti per il clima: il Consiglio approva le conclusioni in vista della COP29