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AdEPP partecipa agli incontri dei comitati ESIP a Berlino

AdEPP ha partecipato alle riunioni dei comitati permanenti EurelPro e Pensioni che sis ono svolti il 12 e 13 marzo a Berlino. Nel corso del Comitato EurelPro, che riunisce gli enti di previdenza private dei diversi paesi dell’UE, è stato dapprima presentato il Pacchetto Housing della Commissione europea, per abitazioni a costi accessibili, e la relazione finale della Commissione HOUS del Parlamento europeo (votata in PE il 9 marzo 2026). A valle della discussione il Comitato EurelPro ha deciso di seguire l’evoluzione del II Pilastro del Pacchetto dedicato all’attivazione degli investimenti per l’Housing che prevede la creazione di una Pan European Investment Platform in collaborazione tra BEI e istituzioni finanziarie (entro terzo trimestre 2026). Tra I prossimi eventi della Commissione il primo Housing Summit europeo entro la metà del 2026 e la creazione dell’Alleanza europea per l’Housing entro la fine di settembre di quest’anno.  

AdEPP ha presentato le principali evidenze del “Rapporto AdEPP 2025”. Il fenomeno della Silver Economy delle Casse, la sfida demografica, l’effetto della IA sulle professioni, l’attrazione dei giovani talenti nelle professioni (e correlata necessità di aumentare il numero di laureati in Italia). In relazione la programma di attività annuale del Comitato EurelPro per il 2026-2027, si è proposto di porre attenzione all’impatto delle principali tendenze globali (geopolitiche) sull’economia e gli investimenti in Europa (ad esempio la riduzione delle risorse per il welfare a vantaggio delle spese per la difesa europea); della mobilità del lavoro dei liberi professionisti; dell’impatto dell’IA sull’attività dei liberi professionisti (ad es. e-health). 

Nel corso del Comitato Pensioni sono stati dati aggiornamenti su varie attività. In particolare, sono stati presentati i risultati di una ricerca sul tema del collegamento tra l’età pensionabile e l’aspettativa di vita, realizzata dal centro studi del DRV (Deutsche Rentenversicherung) l’ente pensionistico tedesco. Lo studio prende le mosse dalle raccomandazioni specifiche per Paese (CSR) del Semestre europeo in materia di pensioni. Tali CSR spesso vertono sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici e indicano agli Stati membri con sistemi a rischio di introdurre meccanismi automatici di collegamento tra l’età pensionabile e l’aspettativa di vita. 

La ricerca DRV ha esaminato obiettivi, sfide e prospettive di questo approccio. 

Sono stati intervistati esperti degli otto paesi europei che hanno introdotto riforme di questo tipo (Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia). Sono state individuate le quattro dimensioni del dibattito corrente sul collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita: 1. la dimensione economica (impatto sul mercato del lavoro e sulla crescita, impatto sulla finanza del sistema pensionistico, effetti di sostituzione, costi delle misure complementari e reazioni negative); 2. la dimensione sociale (le differenze socioeconomiche in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita e alla mortalità); 3. la dimensione politica (legittimità democratica e responsabilità, responsabilità politica ed elusione delle responsabilità, accettazione sociale e fattibilità politica, stabilità istituzionale e reversibilità delle riforme); 4. la dimensione del disegno tecnico della riforma, che deve tenere insieme le tre precedenti.

Conclusioni: il collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita, mira a stabilizzare i sistemi pensionistici allineando l’allungamento della vita media a una carriera lavorativa più lunga. L’attuazione è complessa: gli effetti fiscali differiscono tra paese e paese, le disuguaglianze sociali possono influenzare l’equità del sistema, e le dinamiche politiche possono influire sulla sostenibilità. Non esiste una soluzione valida per tutti, ma tutti i paesi si trovano ad affrontare gli stessi compromessi tra sostenibilità, equità e legittimità, rendendo il dibattito realmente globale. 

Nella discussione seguita, è stato segnalato come in Finlandia si stiano concentrando, piuttosto, sull’età effettiva di pensionamento (come ridurre/eliminare le uscite precoci per le varie cause) e sulla riduzione della disoccupazione tra gli over 50

Un ulteriore elemento emerso concerne la scarsa equità del criterio dell’età pensionabile legata all’aspettativa di vita, tenuto conto che quest’ultima è strettamente correlata al livello di benessere delle persone (compresa la salute).