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Reporting di sostenibilità: Bruxelles lancia la “cura dimagrante” per le imprese

La Commissione europea ha aperto la consultazione pubblica sulla proposta di revisione degli standard per la rendicontazione di sostenibilità. L’obiettivo chiaro: tagliare i costi del 30% e ridurre drasticamente il carico burocratico, senza rinunciare agli obiettivi del Green Deal.

Una svolta attesa dal mondo produttivo europeo. La Commissione ha dato il via alla consultazione pubblica sugli standard europei per la rendicontazione della sostenibilità (ESRS) revisionati che sarà aperta fino al 3 giugno 2026 sulla piattaforma “Have-Your-Say”.

La mossa si inserisce nel più ampio pacchetto di semplificazione “Omnibus I”, volto a snellire gli obblighi previsti dalla direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD). 

Secondo le bozze oggetto di consultazione, più del 60% dei punti-dati obbligatori è stato tagliato, e il totale complessivo dei dati richiesti è sceso di oltre il 70%. In esito all’esercizio, gli ESRS risultano più brevi, più chiari e sono introdotte nuove flessibilità operative.

La Commissione stima che queste modifiche ridurranno i costi di rendicontazione di sostenibilità per le singole aziende di oltre il 30%, rendendo il processo di valutazione della materialità, ossia l’analisi di cosa sia davvero rilevante comunicare, molto più agile, con un concreto impatto economico. 

Oltre alla revisione degli standard obbligatori, Bruxelles ha presentato uno standard volontario dedicato alle piccole e medie imprese non soggette alla CSRD. L’elemento più innovativo è il cosiddetto “cap sulla catena del valore”: le grandi aziende non potranno più esigere dai loro fornitori con meno di 1.000 dipendenti informazioni che vadano oltre quelle previste dallo standard volontario. Una misura di protezione fondamentale per evitare che il peso della rendicontazione ricada a cascata sulle realtà meno strutturate.

Il testo attuale è il frutto di un lungo lavoro tecnico svolto tra la primavera e l’estate del 2025 dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), il braccio consultivo dell’UE sul reporting. La Commissione ha apportato ulteriori piccoli aggiustamenti mirati per alleggerire l’onere amministrativo senza compromettere l’integrità degli obiettivi politici della CSRD.

Prossime tappe

Dopo la chiusura della consultazione pubblica è attesa l’adozione formale dei due atti delegati da parte della Commissione (giugno/luglio 2026). Seguirà l’esame di Parlamento e Consiglio (tra due e quattro mesi). Se non saranno sollevate obiezioni, le nuove norme entreranno ufficialmente in vigore. 

Per partecipare alla consultazione pubblica, i portatori di interesse possono accedere al portale della Commissione tramite uno dei seguenti link:  

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/16775-Revised-European-sustainability-reporting-standards_en 

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/17232-Sustainability-reporting-standard-for-voluntary-use_en 

 

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