Ocse “Are students Smart about Money”

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L’OCSE ha recentemente rilasciato il quarto volume tratto dall’Indagine PISA 2018 (ndr Programma internazionale di valutazione degli studenti) dal titolo “Are Students Smart about Money?”, dedicato al rapporto con il denaro degli adolescenti di 20 paesi (13 membri OCSE e 7 paesi partner). Tra le principali evidenze, il fatto che circa un quarto degli studenti che hanno preso parte alla valutazione facoltativa sull’alfabetizzazione finanziaria non sono in grado di prendere decisioni, anche semplici, in merito all’uso quotidiano del denaro. Obiettivo della valutazione è di migliorare il benessere finanziario del singolo e dell’intera società, nonché consentire la partecipazione alla vita economica di tutti.

L’indagine PISA, come noto, esamina il livello di competenza degli studenti nella lettura, nella matematica e nelle scienze e, soprattutto, come mettono in pratica queste competenze. L’indagine fornisce, ad oggi, la valutazione internazionale più completa e rigorosa dei risultati dell’apprendimento degli studenti. I risultati di PISA indicano la qualità e l’equità dei risultati dell’apprendimento conseguiti in tutto il mondo e consentono a educatori e decisori politici di apprendere dalle politiche e programmi attuati in altri paesi.

L’esercizio PISA 2018 è andato oltre le esercitazioni precedenti: nell’esame di vari aspetti della vita degli studenti relativi al denaro, in particolare, sono stati sondati i loro comportamenti e atteggiamenti nei confronti del denaro ed esaminate le loro attività finanziarie digitali. I vari ambiti della valutazione hanno toccato argomenti come la gestione di conti bancari e carte di debito, la comprensione dei tassi di interesse su un prestito o la scelta tra una varietà di piani di telefonia mobile.

Sono stati circa 117.000 gli studenti che hanno partecipato al test, che ha valutato le loro conoscenze e capacità in materia di denaro e gestione delle finanze personali. Solo uno studente su dieci ha dimostrato di possedere livelli massimi di alfabetizzazione, tali da consentirgli di prendere decisioni finanziarie consapevoli, in ambiti che saranno rilevanti anche nel suo futuro. Uno su sette non è in stato in grado di comprendere domande di natura finanziaria. I più performanti sono stati i giovani estoni che hanno ottenuto il punteggio medio più alto, seguiti dai finlandesi, canadesi, polacchi e australiani.

Uno degli ambiti investigati dal test attiene la performance dal punto di vista del genere. Pur non essendo stato evidenziato un gap di genere particolarmente significativo (2 p.p.), sono state individuate delle differenze tra maschi e femmine nell’atteggiamento e nei comportamenti verso il denaro e le finanze, che possono essere messi in relazione al livello di competenza matematica. Tuttavia, si è riscontrata nelle ragazze una notevole propensione alla materia della finanza e dei prodotti finanziari. Si tratti di prime evidenze, che l’OCSE si riserva di investigare ulteriormente.

L’indagine ha rilevato, inoltre, come i livelli di benessere incidano sui risultati in termini di alfabetizzazione finanziaria: tanto più elevato è il benessere socioeconomico dell’adolescente intervistato, tanto maggiore è la probabilità che dimostri capacità finanziarie elevate.

Gli adolescenti che sono stati valutati hanno anche dimostrato di avere già avuto esperienze in tema di finanze. Il 54% possiede un conto corrente (in banca, posta, società finanziarie, credit union). Ma solo uno su tre sa interpretare e valutare un estratto conto. Il 73% aveva già fatto acquisti online (da solo o con un familiare) nei dodici mesi precedenti la valutazione; di questi, il 39% tramite cellulare. Entrambi questi parametri sono stati associati a migliori prestazioni nella valutazione. Interessante, inoltre, che il 69% degli studenti abbia dichiarato di effettuare comparazioni sui prezzi di un determinato articolo sul mercato online e nei negozi fisici. Altro aspetto positivo, che a più della metà degli intervistati (52%) piaccia discutere di questioni che riguardano il denaro.

La situazione in ambito finanziario, alla luce della crisi da Covid19, è caratterizzata, da un lato, da una progressiva riduzione dei sistemi di sostegno pubblico e privato alle persone (pensioni, salute, etc.) e, dall’altro lato, dall’estrema raffinatezza e tipologia dei servizi finanziari, fondamentali per le scelte delle generazioni più giovani che devono imparare a prendere decisioni finanziarie nella vita di tutti i giorni, sapendo che hanno ricadute durature.

La resilienza finanziaria dei singoli sarà elemento caratterizzante la ripresa dalla crisi economica causata dal Covid19. Per proteggere il proprio livello di benessere, sarà cruciale la capacità di prendere decisioni sulle proprie finanze in tempi anche molto brevi. Appare necessario a tal fine migliorare i livelli complessivi di alfabetizzazione finanziaria, partendo dai più giovani e dai soggetti più vulnerabili. Elemento non secondario, per imparare ad essere resilienti a livello finanziario, è la comprensione della differenza tra rischio e premio, essendo il secondo un concetto finanziario e non matematico (gli studenti italiani, per esempio, hanno dimostrato, in generale, buone competenze matematiche, ma non finanziarie; compromettendo l’esito della valutazione complessiva). Ne consegue, che la scuola non può essere l’unica istituzione responsabile dell’alfabetizzazione degli adolescenti; tuttavia, può essere il luogo dove più soggetti contribuiscono a creare competenze finanziarie.

https://www.oecd.org/finance/financial-education/launch-pisa-financial-literacy-results-2018.htm