Giovannini “Assumere architetti e ingegneri”

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“Per ogni investimento in opere pubbliche ci sono tre fasi principali: la prima riguarda la progettazione, articolata in diversi passaggi, ma questo ha poco a che vedere con gli appalti ma con la qualità di chi fa i progetti, e la qualità dipende dal capitale umano nelle stazioni appaltanti, cioè dalla disponibilità nei Comuni e nelle Regioni di ingegneri, architetti, economisti, informatici. E qui abbiamo un problema drammatico e il ministro Brunetta sta lavorando per accelerare l`assunzione di migliaia di nuove risorse umane”, così il Ministro del MIT (ministero ifnrastrutture) Enrico Giovannini nell’intervista rilascaiata al Corriere della Sera  rilanciata dallo stesso Ministero.

Ma poi ci sono i tempi lunghissimi delle autorizzazioni chiede il giornalista e il Ministro risponde “Indubbiamente e per questo opteremo per dei cambiamenti radicali. Realizzando alcune fasi all`inizio di queste opere, ad esempio il dibattito pubblico, in tempi brevi e certi per dare indicazioni chiare da usare in fase di progettazione esecutiva. Ma sono allo studio anche cambiamenti sulle regole dei pareri delle Via (valutazione di impatto ambientale), delle Sovrintendente, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Il coinvolgimento dei cittadini in modo attivo nell`attuazione del piano è un modo per accelerare i tempi, non per rallentarli, anche perché ci aspettano cinque anni straordinari di investimenti. Al Ministero ho creato una consulta permanente di dialogo con sindacati, associazioni imprenditoriali, terzo settore, il mondo ambientalista, che sarà attiva durante l`attuazione del Piano”.

E alla domanda “Ma per tutto ci vorranno gare ed appalti con regole nuove” Giovannini annuncia “La commissione che ho insediato ha quasi terminato i lavori. A breve arriveranno una serie di raccomandazioni su come modificare le norme. L`obiettivo è realizzare un`opera bene e il più rapidamente possibile, nel rispetto della concorrenza. Ci sarà la possibilità di ricorrere a corsie preferenziali per le diverse fasi. Inoltre, il ministro Franceschini pensa a una Sovrintendenza dei beni culturali a livello nazionale e il ministro Cingolani a rivedere il processo per la Via. Di più non posso anticipare”.