W20. “Eliminare il gender gap entro il 2030”

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Oltre alla sostenibilità ambientale, è la parità di genere l’altro obiettivo che la Commissaria europea, Urusla von der Leyen, stima debba essere raggiunto entro il 2030 a livello europeo. Un obiettivo che la Commissaria lancia nel video messaggio inviato al summit del “Women20” (https://w20italia.it) che si è tenuto a Roma (13-15 luglio 2021). Una tre giorni nella quale si è discusso di lavoro e imprenditoria femminile, sviluppo digitale e divari di genere, salariale e occupazionale, che rimangono da superare: “È triste sapere che al G20 io potrei essere l’unica donna – ha detto la von der Leyen – Abbiamo bisogno delle migliori idee al livello politico per dare le giuste opportunità a tutte le donne» e «per raggiungere la parità entro il 2030, abbiamo bisogno che i congedi parentali siano adeguatamente retribuiti, che i servizi di cura per l’infanzia e per le persone bisognose di cure siano più numerosi. Sono questi gli investimenti da fare per una ripresa solida e sostenibile. Con il contributo del W20 contiamo di porre le basi per una rappresentazione paritaria di uomini e donne nel lavoro e nella famiglia”.

E proprio sul G20, aprendo il summit, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberto Casellati, ha sottolineato come “In 18 paesi del G20, le donne continuano ad essere pagate oltre il 15% meno degli uomini e solo il 55% delle donne è coinvolto nel mercato del lavoro, rispetto al 71% degli uomini, ci sono ancora troppi pregiudizi culturali che impediscono al mondo femminile di esprimere il talento e i meriti. Il lavoro che il vertice porta avanti rappresenta un contributo fondamentale con l’individuazione delle tre priorità strategiche: lavoro, imprenditorialità femminile e digitale”. Importanti sono, inoltre, i focus che il W20 ha deciso di dedicare alla violenza sulle donne e bambine, e sulla sostenibilità. “Abbiamo bisogno di un’autentica svolta culturale e di politiche attive che cambino radicalmente l’accezione della donna ed il rapporto tra i sessi”

Ai lavori hanno partecipato anche i Ministri del lavoro e della Salute. Orlando ha ricordato che con la pandemia “il lavoro di cura è aumentato ed ha gravato sulle spalle delle donne. Se a questo peso si aggiunge la differenza salariale, ci si rende conto che molte donne sono state costrette ad uscire dal mercato del lavoro anche a causa del fatto che spesso i loro contratti non sono stati rinnovati”. Orlando ha sottolineato, inoltre, l’importanza della previsione nel decreto semplificazione di una serie di clausole da inserire negli appalti pubblici connessi all’attuazione del PNRR premianti le imprese che dimostrano di assumere giovani e donne (30%) e di attuare prassi aziendali per favorire il lavoro delle donne. “Inserire nel PNRR una clausola di questo tipo va a migliorare, non solo la quantità, ma la qualità del lavoro e a il riequilibrio di genere”. E’ un esempio di ciò che “il pubblico può fare per orientare il mercato,  agendo con un innesto virtuoso che va a caratterizzare l’intera economia”.

Gli ha fatto eco il Ministro della Salute, Roberto Speranza, “la battaglia di fondo che anima il senso del W20 è una battaglia ancora da vincere in ogni parte del mondo, anche nel nostro Paese, dove facciamo i conti quotidianamente con residui di una cultura di un tempo che vorremmo metterci alle spalle” e, rilanciando, “Nel Servizio sanitario nazionale del futuro dobbiamo assumere come prioritario e fondamentale un punto di vista di genere: dobbiamo rafforzare la medicina di genere. Non vorrei che questo fosse solo un pezzo della nostra agenda di riforma del Ssn, ma vorrei  che un’ottica di genere fosse in qualche modo una lente attraverso cui noi guardiamo tutto il Ssn, ovvero le politiche per la prevenzione, il ruolo dei consultori, gli screening, le battaglia per la lotta contro il cancro e su tutti i terreni che riteniamo prioritari”.

“Per un fare un balzo in avanti globale, al centro del cambiamento e di una nuova visione del mondo ci dovranno essere le donne – ha detto Linda Laura Sabatini, chair W20 Italia – Il contributo delle donne deve essere finalmente centrale nella ricostruzione, sappiamo bene che non può esserci sviluppo senza la valorizzazione del lavoro femminile, senza libertà e senza diritti. Dobbiamo metteremo al centro le bambine perché è da loro, dai bambini e dalle bambine, che si deve partire per liberare la società dagli stereotipi. Le donne non sono minoranza a cui dare briciole. Dobbiamo passare da un approccio di inclusione a un approccio di empowerment che punti a selezionare meglio i talenti e consenta ai Paesi di crescere quanto devono crescere”.

“I governi devono investire di più sulla cura – ha poi sottolineato la coordinatrice del W20 Italia – Le infrastrutture sociali devono avere la stessa importanza di quelle economiche, dai servizi educativi per l’infanzia ai servizi per gli anziani non autosufficienti per i disabili e per tutte le persone che ne hanno bisogno. Il lavoro di cura non retribuito deve essere redistribuito nella coppia, tramite i congedi di paternità e altre facilitazioni, e deve essere redistribuito nella società tramite i servizi. Bisogna una volta per tutte investire nell’economia della cura”.

“Chiediamo che la roadmap per l’empowerment delle donne (https://www.g20.org/wp-content/uploads/2021/06/G20-2021-LEM-Declaration.pdf) sia inserita in allegato alla Declaration dei leader e non solo dei Ministri del lavoro – ha concluso la Sabatini – e sia allargata ad altre tematiche strategiche come gender procurement, stereotipi di genere, medicina di genere, vaccini termostabili, promozione della salute circolare e dell’approccio one health, digital empowerment femminile, violenza contro le donne e le bambine, forte impulso all’imprenditoria femminile e alla presenza delle donne nei settori a prevalenza maschile”.