La Commissione UE lancia ‘HERA’ per la risposta europea alle emergenze sanitarie

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Hera è  la nuova Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA). Annunciata a febbraio, è stata infine lanciata lo scorso 16 settembre dalla Commissione Europea. Obiettivo, rendere più efficiente e unitaria la risposta dell’Unione europea alle crisi sanitarie.

Hera è “Il tassello mancante per iniziare a costruire una Unione Europea della Salute, quello che serviva all’inizio della pandemia e che non abbiamo avuto” hanno sottolineato i commissari Stella Kyriakides, Thierry Breton e Margaritis Schinas.

“Dobbiamo essere meglio e più preparati per la prossima crisi sanitaria. E dobbiamo assicurarci di essere in grado di rispondere in tempo e in modo efficace per proteggere i nostri cittadini”, ha spiegato la commissaria Kyriakides descrivendo HERA come il cuore dell’Unione europea della Salute a cui sta lavorando.

A livello logistico, per renderla più efficace, HERA è stata pensata come un’Agenzia interna alla Commissione Europea, dotata di un comitato direttivo (Crisis Board), in cui saranno coinvolti gli Stati membri, la presidente della Commissione europea e i tre commissari competenti, ai quali si aggiunge Mariya Gabriel responsabile per la Ricerca e Innovazione nell’UE.

Saranno gli Stati membri, attraverso il Consiglio, ad attivare su proposta della Commissione i poteri emergenziali  di HERA.

L’azione dell’Autorità sarà divisa tra attività di prevenzione e risposta rapida. Una prima fase di “preparazione” ordinaria e quotidiana a eventuali crisi e minacce sanitarie, che si articola in un lavoro di routine a contatto con altre agenzie sanitarie nazionali e dell’UE, l’industria e i partner internazionali, con valutazioni delle minacce e raccolta di informazioni, modelli per anticipare i focolai, ricerca.

Nei casi di emergenza sanitaria e minacce per la salute pubblica, invece, attraverso il comitato di crisi, HERA potrà passare rapidamente alle operazioni di emergenza, con un rapido processo decisionale e l’attivazione di misure straordinarie di risposta alle crisi: potrà sbloccare nuovi finanziamenti di emergenza e lanciare azioni di monitoraggio, ma svolgerà anche il ruolo di centro di acquisto unico per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di medicinali, vaccini, o altro materiale sanitario, che come visto nella prima fase della pandemia da COVID-19 scarseggiavano.

Durante la presentazione di HERA, il Commissario Breton, responsabile della task force sui vaccini dell’UE, ha annunciato che “Sarà potenziata la produzione UE di contromisure mediche e sarà creato un inventario degli impianti di produzione, delle materie prime, dei materiali di consumo, delle attrezzature e delle infrastrutture al fine di avere una chiara panoramica delle capacità dell’UE. Dalla crisi abbiamo capito l’importanza di ridurre la dipendenza dai Paesi terzi, la necessità di controllare meglio le catene di approvvigionamento e di avere un dialogo più fermo con i rappresentanti del settore dell’industria”.

Il budget previsto

Alle attività di HERA sono destinati 6 miliardi di euro dell’attuale quadro finanziario pluriennale per il periodo 2022-2027, pari a un miliardo circa all’anno.

Ai 6 miliardi, si aggiungeranno tra i 30 e i 34 miliardi provenienti da altri fondi europei (che contribuiscono direttamente e indirettamente alla preparazione alle emergenze sanitarie nell’UE), come: lo strumento per la ripresa e la resilienza (Recovery and resilience Facility) e REACT-EU, all’interno dell’Unione, e lo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale, al di fuori dell’UE. A questi si andranno a sommare anche i contributi degli Stati membri.