Fit for 55. Le posizioni dei Ministri Ue per l’ambiente

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Il Consiglio dei Ministri dell’ambiente europeo ha adottato, nei giorni scorsi, le sue posizioni negoziali (orientamenti generali) su due proposte legislative che affrontano gli aspetti energetici della transizione climatica dell’UE nell’ambito del pacchetto “Fit for 55”: la direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili e la direttiva sull’efficienza energetica. Gli accordi permettono al Consiglio di avviare negoziati con il Parlamento europeo.

Per Agnès Pannier-Runacher, ministra francese della Transizione energetica “L’accordo degli Stati membri su queste due proposte segna un importante passo avanti nella lotta contro il riscaldamento globale. Per conseguire i nostri obiettivi in materia di clima è essenziale decarbonizzare i nostri sistemi energetici attraverso una diffusione massiccia delle energie rinnovabili e compiendo sforzi significativi in materia di risparmio energetico. In questo modo potremo ridurre anche la nostra dipendenza energetica dalla Russia, alla luce della guerra in Ucraina”.

“La produzione e l’uso dell’energia – sottolinea la Ministra – rappresentano il 75% delle emissioni dell’UE e gli obiettivi più ambiziosi concordati oggi costituiranno un contributo significativo verso il conseguimento dell’obiettivo generale dell’UE di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Energie rinnovabili

Il Consiglio ha convenuto di fissare un obiettivo vincolante a livello dell’UE del 40% di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico complessivo entro il 2030. L’attuale obiettivo a livello dell’UE è pari ad almeno il 32%. Gli Stati membri dovranno aumentare i contributi nazionali stabiliti nei loro piani nazionali integrati per l’energia e il clima, da aggiornare nel 2023 e nel 2024, al fine di conseguire collettivamente il nuovo obiettivo.

Inoltre, per far progredire l’integrazione delle energie rinnovabili nei settori in cui l’integrazione è stata più lenta, il Consiglio ha concordato obiettivi e misure settoriali più ambiziosi.

Per quanto riguarda i sotto-obiettivi per i trasporti, il Consiglio ha introdotto la possibilità per gli Stati membri di scegliere tra:

  • un obiettivo vincolante di riduzione del 13% dell’intensità dei gas a effetto serra nel settore dei trasporti entro il 2030. Gli Stati membri disporranno di più opzioni per conseguire tale obiettivo, ad esempio la possibilità di fissare un obiettivo differenziato per il trasporto marittimo, a condizione che l’obiettivo globale sia raggiunto
  • un obiettivo vincolante di almeno il 29% di energia rinnovabile nel consumo finale di energia nel settore dei trasporti entro il 2030

Il Consiglio ha fissato un sotto-obiettivo vincolante per i biocarburanti avanzati nella quota di energie rinnovabili fornite al settore dei trasporti pari allo 0,2% nel 2022, all’1% nel 2025 e al 4,4% nel 2030, integrando l’aggiunta di una doppia contabilizzazione per questi combustibili. Per quanto riguarda i combustibili rinnovabili di origine non biologica nei trasporti (principalmente idrogeno rinnovabile e combustibili sintetici a base di idrogeno), il Consiglio ha concordato un sotto-obiettivo indicativo del 2,6%, che corrisponde al 5,2% sempre con l’aggiunta di un moltiplicatore.

Il Consiglio ha aggiunto un massimale alla quantità di consumo finale di energia nel settore marittimo da includere nel calcolo dei relativi obiettivi specifici in materia di trasporti.

Il Consiglio ha deciso di aumentare gradualmente gli obiettivi in materia di energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento, con un aumento vincolante dello 0,8% annuo a livello nazionale fino al 2026 e dell’1,1% dal 2026 al 2030. Il tasso medio annuo minimo applicabile a tutti gli Stati membri è integrato da ulteriori aumenti indicativi calcolati specificamente per ciascuno Stato membro.

Il Consiglio ha fissato un obiettivo indicativo di un aumento medio annuo dell’1,1% in termini di ricorso alle energie rinnovabili per l’industria. Ha inoltre convenuto che il 35% dell’idrogeno utilizzato nell’industria dovrebbe provenire da combustibili rinnovabili di origine non biologica entro il 2030 e il 50% entro il 2035.

Il Consiglio ha fissato un obiettivo indicativo di una quota di energia rinnovabile pari ad almeno il 49% per gliedifici nel 2030.

Il Consiglio ha rafforzato i criteri di sostenibilità per la biomassa al fine di ridurre il rischio di una produzione non sostenibile di bioenergia. Il Consiglio ha inoltre aggiunto misure volte a limitare la frode per quanto riguarda la durabilità dei biocarburanti.

Il Consiglio ha incluso procedure di autorizzazione accelerate per i progetti in materia di energie rinnovabili in linea con le priorità del piano RepowerEU proposto dalla Commissione nel maggio 2022. L’obiettivo è accelerare la diffusione delle energie rinnovabili nel contesto del piano dell’UE di diventare indipendente dai combustibili fossili russi, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Efficienza energetica

Il Consiglio ha concordato di ridurre il consumo di energia a livello dell’UE del 36% per il consumo finale di energia e del 39% per il consumo di energia primaria entro il 2030. L’obiettivo principale di ridurre del 36% il consumo di energia finale a livello dell’UE sarebbe vincolante. Gli obiettivi utilizzano un nuovo valore di riferimento e corrispondono a un obiettivo di riduzione del 9% rispetto al 2020. Il consumo di energia finale rappresenta l’energia consumata dagli utilizzatori finali, mentre quello di energia primaria comprende anche ciò che viene utilizzato per la produzione e la fornitura di energia.

Il Consiglio ha convenuto che tutti gli Stati membri contribuiranno al conseguimento dell’obiettivo generale dell’UE mediante traiettorie e contributi nazionali indicativi, stabiliti dagli Stati membri nei loro piani nazionali integrati per l’energia e il clima da aggiornare nel 2023 e nel 2024. La formula definita nell’allegato I per il calcolo di tali contributi sarebbe indicativa, con una possibilità di scostamento del 2,5%. La Commissione calcolerebbe se tutti i contributi raggiungono l’obiettivo del 9% e, in caso contrario, apporterebbe correzioni ai contributi nazionali inferiori all’importo che si otterrebbe utilizzando la formula. La formula si basa, tra l’altro, sull’intensità energetica, sul PIL pro capite, sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sul potenziale di risparmio energetico.

Il Consiglio ha inoltre concordato un graduale aumento dell’obiettivo di risparmio energetico per il consumo di energia finale. Gli Stati membri garantirebbero risparmi pari all’1,1% del consumo annuo finale di energia a partire dal 1º gennaio 2024; all’1,3% a decorrere dal 1º gennaio 2026; e all’1,5% dal 1º gennaio 2028 al 31 dicembre 2030, con la possibilità di riportare al periodo successivo un massimo del 10% dei risparmi in eccesso. Il Consiglio ha incluso la possibilità di contabilizzare nel calcolo ai fini del conseguimento dell’obiettivo i risparmi energetici realizzati attraverso le tecnologie di combustione di combustibili fossili nel solo settore industriale in casi debitamente giustificati, confermati da audit energetici.

Il Consiglio ha convenuto per il settore pubblico l’obbligo specifico di conseguire una riduzione annuale del consumo energetico dell’1,7% o, in alternativa, almeno dell’1,9% ogni anno se si escludono i trasporti pubblici o le forze armate, che sarebbe vincolante quattro anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, iniziando gradualmente con i comuni più grandi. Inoltre, il Consiglio ha convenuto che gli Stati membri sarebbero tenuti a ristrutturare ogni anno almeno il 3% della superficie totale degli immobili di proprietà degli enti pubblici.

Il Consiglio ha inoltre concordato che una quota proporzionale del risparmio energetico negli Stati membri si concentrerebbe sui consumatori vulnerabili.

Il Consiglio ha aggiunto una disposizione sulla trasparenza del consumo energetico dei centri dati. I centri dati sarebbero tenuti a pubblicare informazioni sul loro consumo energetico ogni anno a partire dal 2024. La Commissione elaborerebbe una banca dati pubblica dell’UE che raccolga informazioni sul consumo di energia dei centri dati.

Contesto e prossime tappe

Il 14 luglio 2021 la Commissione ha presentato il pacchetto “Pronti per il 55%”. Il pacchetto mira ad allineare la normativa dell’UE in materia di clima ed energia all’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica dell’UE entro il 2050 e a quello di ridurre, entro il 2030, le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

Il pacchetto consiste in una serie di proposte interconnesse che modificano atti legislativi esistenti o introducono nuove iniziative che interessano un ventaglio di settori politici ed economici. In seno al Consiglio, le proposte sono trattate da quattro formazioni: ambiente, energia, trasporti e affari economici e finanziari.

Il Consiglio e il Parlamento avvieranno ora negoziati interistituzionali per concordare il testo definitivo delle due direttive.

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