Europa, occupazione e mercato del lavoro

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I Ministri del lavoro e degli affari sociali si sono riuniti il 13 marzo a Bruxelles (EPSCO) sotto la presidenza di turno svedese, rappresentata dal collega Johan Pehrson ministro del lavoro e dell’inclusione.

I ministri hanno tenuto un dibattito sulla situazione occupazionale e sociale nell’UE, con particolare attenzione alla situazione del mercato del lavoro delle persone temporaneamente sfollate dall’Ucraina, nonché sul semestre europeo 2023, con particolare attenzione alla competitività e alle competenze dei lavoratori.

Il Consiglio ha adottato la Relazione congiunta sull’occupazione 2023 (Joint Employment Report, JER) e ha approvato le conclusioni sull’analisi annuale della crescita sostenibile (Annual Sustainable Growth Survey) e sulla JER per il 2023.

I ministri si sono inoltre confrontati su una proposta di decisione del Consiglio relativa alla ratifica di una convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro (convenzione OIL 190).

Il consueto dibattito che accompagna la colazione di lavoro, si è incentrato sulla situazione dei bambini nel contesto della guerra di aggressione della Russia.

In relazione al primo punto in discussione, i ministri hanno esaminato i dati relativi all’occupazione e alle politiche sociali si sono confrontati su come la situazione occupazionale e sociale a livello nazionale sia stata influenzata dalla guerra di aggressione russa e su quale sia attualmente la situazione del mercato del lavoro delle persone temporaneamente sfollate. La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha costretto milioni di persone ad attraversare i confini europei. Quasi 4 milioni di ucraini si sono registrati per la protezione temporanea nell’UE. Le persone registrate nell’ambito di questo meccanismo di protezione temporanea hanno accesso automatico all’alloggio, all’assistenza sociale e medica, all’istruzione per i bambini e all’accesso al mercato del lavoro. Il prolungarsi del conflitto in Ucraina, porta molti sfollati temporanei a cercare di ricostruirsi una vita nel Paese ospitante e trovare lavoro è il primo passo importante ma impegnativo verso l’integrazione, soprattutto a causa delle barriere linguistiche, del riconoscimento delle competenze, dell’accesso insufficiente ai servizi per l’infanzia. Secondo stime recenti circa 1 milione di sfollati temporanei dall’Ucraina ha trovato lavoro nell’UE. La maggior parte dei servizi pubblici per l’impiego dei paesi membri ha adattato i propri servizi per rispondere alle esigenze specifiche degli sfollati ucraini, ad esempio: offrendo informazioni online in ucraino, fornendo un’assistenza personalizzata da parte di consulenti dedicati che parlano ucraino o offrendo un servizio di interpretariato. La formazione linguistica gioca ovviamente un ruolo chiave in questa integrazione.

In relazione alla procedura del Semestre europeo per il 2023, i ministri si sono confrontati con particolare attenzione alla competitività e alle competenze dei lavoratori. In particolare, su come migliorare la competitività dell’UE alla luce della transizione verde e digitale e sulle misure per affrontare la carenza di manodopera qualificata nell’economia verde. Il Consiglio ha adottato la Relazione congiunta sull’occupazione 2023 (Joit Employment Report, JER) e ha approvato le conclusioni sull’analisi annuale della crescita sostenibile (Annual Sustainable Growth Survey, ASGS) e sulla stessa JER per il 2023. Entrambi i documenti fanno parte del Pacchetto d’Autunno del Semestre europeo (novembre 2022). Il Semestre è uno strumento di coordinamento delle politiche economiche, fiscali, occupazionali e sociali sia a livello di UE che di Stati membri.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno si segnalano l’informativa della Commissione sulle attività proposte e pianificate e sulla cooperazione con le parti interessate nel contesto dell’Anno europeo delle competenze 2023 (non ancora disponibile sul sito del Consiglio) e la presentazione di due relazioni di rilievo, la prima sull’attuazione della raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori dipendenti e autonomi e la seconda inerente alla “Relazione conclusiva del gruppo di alto livello sul futuro della protezione sociale e dello Stato sociale nell’UE” (https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=88&eventsId=2057&furtherEvents=yes&langId=en#navItem-praticalInformation ).

Il Consiglio si è concluso con la presentazione da parte della delegazione portoghese sul previsto Forum sociale di Porto, che farà seguito al Vertice sociale di Porto del maggio 2021. Gli incontri biennali del Porto Social Forum hanno l’obiettivo di monitorare lo sviluppo del Piano d’azione del Pilastro sociale dell’UE per spingere al conseguimento dei suoi obiettivi e target al 2030 discutendo delle risposte alle principali sfide strutturali dell’UE nel loro impatto sulla dimensione sociale e sul progresso della coesione. L’incontro del Forum nel 2023 si concentrerà su tre temi principali:

  1. l’Anno europeo delle competenze. Il Forum sarà uno spazio per evidenziare gli obiettivi dell’Anno europeo delle competenze in linea con gli obiettivi del Piano d’azione del Pilastro sociale, con lo scopo di rafforzare gli sforzi degli Stati membri per valorizzare le competenze e l’apprendimento permanente. L’accento sarà posto sul collegamento con le priorità della transizione digitale.
  2. l’Europa sociale e il pilastro europeo dei diritti sociali in un’Unione più forte. In un momento caratterizzato dal dibattito strategico sull’allargamento dell’UE e sul rafforzamento del suo ruolo di attore centrale in Europa e nel mondo, è fondamentale riaffermare i valori dell’Europa sociale e i risultati ottenuti dagli Stati membri in termini di occupazione, protezione sociale e uguaglianza.
  3. l’impatto sociale delle due crisi – le conseguenze della pandemia di Covid-19 e l’impatto della guerra di aggressione russa – e l’importanza di politiche sociali forti e del ruolo della società civile. Mentre l’economia dell’UE si sta adattando agli effetti dell’inflazione e della guerra, siamo ancora lontani dal poter valutare il loro pieno impatto, in particolare sui gruppi più deboli delle nostre società. Un approccio congiunto che coinvolga le parti sociali e la società civile è uno strumento importante per il necessario dibattito sulle risposte attuate dall’UE e dagli Stati membri.