Home Comunicati Report annuale AdEPP 2023. Dagli investimenti al patrimonio passando per il welfare

Report annuale AdEPP 2023. Dagli investimenti al patrimonio passando per il welfare

Oltre 2.650.000.000 di Euro nelle casse dellโ€™erario: 1.853.467.570 Euro sono versati a titolo di IRPEF, 44.558.662 di Euro per le addizionali comunali e 115.766.030 per le addizionali regionali, tutti importi che gravano su pensionati e beneficiari delle azioni di Welfare. A ciรฒ si aggiungono 640.569.517 di Euro di tassazione sui rendimenti. Questi sono i numeri che fotografano il carico fiscale che grava sul sistema AdEPP.

Lo studio fotografa il sistema e lโ€™evoluzione della previdenza privata che opera in un contesto dove รจ evidente il calo della natalitร  e “l’inverno demograficoโ€, lโ€™instabilitร  economica, sociale e occupazionale, il progressivo invecchiamento della popolazione, le nuove tecnologie e lโ€™Intelligenza artificiale, la concorrenza globale, gli insufficienti investimenti nella formazione e nelle competenze, il crollo delle iscrizioni alle Universitร  e il mercato del lavoro sempre meno attrattivo in un Paese โ€œexit onlyโ€.

Investimenti. Cresce lโ€™interesse per gli ESG

Le variazioni assolute negli investimenti sono particolarmente significative:

-Fondi mobiliari: Da 8,3 miliardi di euro nel 2013 a circa 30,2 miliardi di euro alla fine del 2022, rappresentando una quasi quadruplicazione nel periodo.

– Immobili direttamente posseduti: Dall’importo di 11,5 miliardi di euro nel 2013, si รจ ridotto a circa 2,7 miliardi di euro attuali.

– Componente azionaria: Si รจ quasi raddoppiata, passando da 4,1 miliardi di euro a 7,8 miliardi di euro.

Analizzando gli investimenti delle Casse, distinguendo tra quelli effettuati in Italia e quelli all’estero si rilevaย  che la quota destinata all’Italia ammonta al 36%. Tuttavia, รจ importante notare che se si aggiungono altre voci, come liquiditร , polizze assicurative e “altre attivitร ”, tutte detenute in Italia anche se non investite, il patrimonio complessivo delle Casse nel nostro Paese raggiunge circa il 52% del totale.

Questa significativa percentuale riflette un forte sbilanciamento verso investimenti nazionali, se consideriamo il peso dell’economia italiana nel contesto internazionale. Con una rappresentazione di circa il 2,5% dell’economia mondiale, l’Italia contribuisce per circa l’11% all’economia complessiva dell’Unione Europea e il 13% a quella della Zona Euro.

Adottando una prospettiva orientata verso una maggiore sostenibilitร  finanziaria nel lungo periodo, le Casse dimostrano un crescente interesse per le quote di partecipazione in imprese che adottano parametri ESG e considerano gli investimenti ESG come elementi di fondamentale importanza nelle loro politiche di investimento. A conferma di ciรฒ, al 31 dicembre 2022, le Casse avevano destinato circa 23,4 miliardi di euro agli investimenti ESG. Una quota che rappresenta circa il 27% del totale degli investimenti.

Il Patrimonio. Sette anni di crescita

Nel corso degli ultimi sette anni, il Patrimonio delle Casse di Previdenza ha manifestato una crescita costante, transitando da circa

65,6 miliardi di euro nel 2013 a circa 104 miliardi di euro alla fine del 2022. Tale progresso complessivo ha rappresentato un aumento di quasi il 60% nel periodo considerato. Nonostante un rallentamento nell’ultimo anno considerato, la crescita media annua si รจ attestata intorno al 5,3%.

Questo andamento positivo va interpretato alla luce di due fattori interconnessi. Da un lato, i contributi globali incassati hanno superato le uscite relative alle prestazioni erogate, determinando un saldo positivo complessivo di circa 25 miliardi nel periodo analizzato.

Dall’altro lato, i rendimenti ottenuti sugli attivi hanno contribuito alla crescita del patrimonio.

Aumentano gli iscritti, volano i pensionati attivi

L’ultimo dato annuale riporta 1.501.778 iscritti attivi (un incremento del 0,93% rispetto al 2021) e 110.062 pensionati attivi (un aumento dell’8,7% rispetto al 2021), totalizzando cosรฌ 1.611.840 iscritti attivi, con un aumento complessivo dell’1,43%.

Particolare rilevanza riveste lโ€™incremento dei pensionati attivi nel periodo di analisi che evidenzia la tendenza dei liberi professionisti a proseguire lโ€™attivitร  lavorativa anche in etร  avanzata. รˆ da sottolineare che, sebbene i professionisti pensionati attivi costituiscano solo circa il 6,8% del totale degli iscritti, lโ€™incremento percentuale cumulato dal 2005 si attesta intorno a 160 punti percentuali. Nel medesimo periodo, lโ€™incremento percentuale totale degli iscritti attivi รจ stato del 24,64%.

 

Iscritti per regione di appartenenza

il numero medio di professionisti per mille abitanti รจ circa 27 e per lo piรน le regioni sono allineate su questo valore (oscillando tra 21 e 31).

La regione con la maggiore percentuale di professionisti รจ il Lazio con 31 professionisti ogni mille abitanti

Lโ€™etร  degli iscritti

La composizione dei professionisti iscritti alle Casse di previdenza si รจ notevolmente modificata nellโ€™arco degli ultimi 18 anni: gli under 40 rappresentavano, nel 2005, quasi il 41% del totale degli iscritti, scendendo a circa 27,1 punti percentuali nel 2022. Sicuramente hanno influito le riforme previdenziali che hanno comportato lโ€™innalzamento dellโ€™etร  pensionabile e la sempre maggiore propensione a continuare lโ€™attivitร  lavorativa anche oltre lโ€™etร  pensionabile. Altri fattori vanno ricercati nellโ€™invecchiamento della popolazione italiana e nella diminuzione degli iscritti alle universitร .

La classe dโ€™etร  piรน popolata รจ quella compresa tra i 50 ed i 60 anni, di seguito la classe dโ€™etร  tra i 40 ed i 50 anni. Piรน del 50% degli iscritti alle Casse ha una etร  compresa tra 40 e 60 anni.

Molto importante รจ anche la distribuzione per classe dโ€™etร  tra le diverse Casse. Per esempio, consideriamo la classe 30-40 anni: dai numeri si osserva che il minimo รจ dato dal 4% mentre il massimo รจ circa il 38%. Questo vuol dire che, il peso degli iscritti tra i 30-40 anni per alcune Casse รจ vicino al 4% mentre per altre รจ intorno al 40%.

La femminilizzazione delle professioni e i gap di genere

Di particolare interesse risulta lโ€™analisi relativa alle fasce dโ€™etร  delle iscritte donne ed il confronto con gli iscritti uomini. รˆ evidente la grossa differenze che esiste tra i due gruppi: le donne sono mediamente piรน giovani degli uomini (lโ€™etร  media delle donne รจ di circa 46 anni, contro i 51 degli uomini). Le donne under 40 sono circa il 38% del totale delle donne contro il 21% degli uomini Negli ultimi 17 anni la percentuale di iscritte donne รจ cresciuta notevolmente. Le iscritte donne rappresentano, al 2022, quasi il 41% del totale.

Tra gli โ€œunder 40โ€ sono circa il 54%, percentuale che decresce con lโ€™aumentare dellโ€™etร .

Tra i nuovi iscritti sono al 52% donne.ย  Considerando solo gli โ€œunder 40โ€ le nuove iscritte superano i colleghi uomini di quasi il 7%.

Il gender pay gap

Se analizziamo i dati relativamente alle differenze di genere, GPG (Gender Pay Gap), tra i liberi professionisti iscritti agli Enti previdenziali, nel 2022, si registra una differenza di reddito pari a circa il 45%.

Esaminando la percentuale di reddito per le diverse fasce dโ€™etร , ulteriormente suddivisa per genere, si evince come la differenza di reddito dovuta al genere sia persistente per tutte le fasce dโ€™etร  ma con delle importanti differenze. In particolare, si puรฒ notare come questa differenza sia meno rilevante per i redditi piรน bassi e per le professioniste sotto i 30 anni. In questa fascia dโ€™etร , infatti, la differenza di reddito tra le professioniste donne e i loro colleghi uomini risulta essere circa il 28%.

Nonostante il reddito medio delle libere professioniste sia di circa

27.848 euro, il 50% di queste ha un reddito inferiore ai 17.000 euro.

Da sottolineare anche una maggiore differenza tra reddito e fatturato nei professionisti uomini rispetto alle loro colleghe donne. Il fenomeno รจ ascrivibile a diverse cause. Tra queste possiamo ipotizzare che, in molti casi, lโ€™attivitร  professionale sia in realtร  unโ€™attivitร  svolta in favore di altri professionisti (rendendola piรน simile a quella di lavoro

dipendente/collaboratore) e ciรฒ comporta che il fatturato coincida quasi completamento con il reddito. Quanto appena descritto รจ, in particolar modo, rilevante per i giovani e le donne. Altre cause possono essere ricercate nelle diverse specializzazioni scelte dalle professioniste donne per poter conciliare vita familiare e lavoro professionale.

Aumenta il reddito nominale, diminuisce quello reale

Se includiamo gli effetti dellโ€™inflazione sui redditi, notiamo che questi sono scesi, in termini reali, del 8% dal 2005. La diminuzione dei redditi mediti รจ dovuta, oltre che a una crisi del sistema professionale, alla crescente quota di donne nelle professioni che hanno mediamente redditi inferiori a quelli dei colleghi uomini e quindi lโ€™aumento percentuale della componente femminile tra i professionisti contribuisce a ridurne il reddito medio complessivo.

Il reddito nominale dei liberi professionisti รจ aumentato negli ultimi 17 anni del 20,17%.

Il reddito reale, deflazionato con IPCA, รจ sceso di circa lโ€™8%.

I dati evidenziano una crescita dei redditi 2021/2022 del 15,87%. Tale valore perรฒ sconta il confronto con i redditi del periodo Covid.

Un confronto molto significativo e egualmente positivo lo si fa comparando il valore dei redditi 2022 a quelli 2020 (periodo pre Covid) che registra un incremento medio dellโ€™intero comparto del 12,5%.

I liberi professionisti โ€œunder 40โ€ guadagnano meno della metร  dei loro colleghi over 50 il rapporto reddito su fatturato tenda a scendere con lโ€™aumento dellโ€™etร  del libero professionista.

I professionisti nel sud Italia dichiarano un reddito del 46% inferiore ai colleghi del nord Italia mentre i professionisti del centro Italia dichiarano il 19% in meno.

Nello studio sono inoltre evidenti le risposte immediate e lungimiranti che le Casse hanno saputo dare ai bisogni dei propri iscritti e di come siano adeguate le loro politiche di intervento.

Dal Rapporto emerge, infatti, chiaramente come gli Enti si stiano concentrando sullโ€™implementazione di nuove forme di tutela e iniziative che esulano dal mero ambito assistenziale ma si rivolgono al professionista e in generale allโ€™attivitร  professionale sia nella fase di start-up che di sviluppo, salvaguardando la continuitร  dellโ€™esercizio dellโ€™attivitร  degli studi professionali.

Continua lโ€™impegno delle Casse a sostegno degli iscritti. 450 milioni per il welfare, quasi 9 miliardi per le prestazioni.

Il welfare per lโ€™avvio

Contributo per avvio ed esercizio dell’attivitร  libero professionale, tutoraggio, scambio generazionale Specifici finanziamenti per lโ€™acquisto delle attrezzature o degli studi professionali. Pec, SPID e Firma digitale gratuiti. Assicurazioni professionali a carico della Cassa. Mutui e Prestiti agevolati.

Il welfare per lo sviluppo

Fondi di garanzia e agevolazioni per lโ€™accesso al credito. Fondo rotativo Prestazioni per lo sviluppo della professione e la qualificazione professionale. Contributi volti a favorire l’aggregazione professionale, il Co-working e le reti tra professionisti, Convenzioni bancarie per supportare durante la carriera professionale (prestiti, finanziamenti a medio e lungo termine, mutui ipotecari, tenuta di conto corrente).

La promozione della professione e la transizione digitale Progettazione, sviluppo e diffusione dei servizi informatici a supporto delle attivitร  degli studi professionali Strutture ad hoc per la messa a disposizione di software ed appropriate consulenze tecnico- informatiche nonchรฉ giuridico- previdenziali Partenariati e collaborazioni con Ministeri, Scuole secondarie, Universitร , Ospedali e Fondazioni Piattaforme di cooperazione e teleconsulto professionale.

Le prestazioni previdenziali e assistenziali Il numero di prestazioni รจ aumentato del 77%, gli importi erogati del 120%: 7,6 miliardi di euro spesi, 691 mila le prestazioni erogate.

 

Per leggere o scaricare il Report annuale e le slides di presentazione cliccare su https://www.adepp.info/2023/12/xiii-rapporto-adepp-i-documenti/

 

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