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Il FSE investe nelle persone

A inizio agosto, la DG Occupazione della Commissione europea ha pubblicato i principali risultati del monitoraggio del Fondo sociale europeo, del Fondo europeo di aiuti agli indigenti e del FSE+ nel periodo 2014-2022.

Il Rapporto si basa sui dati delle relazioni annuali di attuazione predisposte dagli Stati membri a giugno 2023 e riguarda sia le misure attuate nell’ambito del FSE che quelle dell’Iniziativa per l’occupazione giovanile (YEI), compresi gli stanziamenti aggiuntivi nel quadro di REACT-EU.

Il FSE si conferma il principale strumento dell’UE per sostenere l’occupazione, aiutare le persone a trovare un lavoro migliore e garantire opportunità di lavoro più eque per tutti.

Nel periodo 2014-2022, il FSE ha aiutato gli Stati membri a progredire verso il raggiungimento degli obiettivi principali dell’UE per il 2030 in materia di occupazione, formazione e riduzione della povertà. Questi gli obiettivi in sintesi: almeno il 78 per cento della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni occupata entro il 2030; almeno il 60 per cento degli adulti coinvolti annualmente in attività di formazione entro il 2030; almeno 15 milioni in meno di persone a rischio di povertà o esclusione sociale entro il 2030.

A tutto il 2022, sono stati 64,6 milioni i beneficiari delle misure FSE/YEI, dei quali 22,3 milioni hanno ottenuto risultati positivi subito dopo aver partecipato. Pur con diverso background, i beneficiari erano in gran parte disoccupati (34 per cento) o inattivi (39 per cento), il 44 per cento con meno di 25 anni. Il 46 per cento di essi aveva bassi livelli di istruzione e qualifica. L’Iniziativa per l’occupazione giovanile ha sostenuto 3,9 milioni di giovani: nelle relazioni annuali di attuazione gli Stati membri hanno segnalato crescenti difficoltà nell’identificare, mobilitare e reclutare un numero sufficiente di giovani NEET per gli interventi e regimi di sostegno finanziario attuati dal 2017 in poi, di conseguenza la partecipazione alle attività dell’Iniziativa è aumentata più lentamente negli ultimi anni.

In relazione agli obiettivi del FSE al 2030, rileva che 7,2 milioni di persone hanno trovato un lavoro, dopo aver partecipato alle misure previste dall’obiettivo occupazione del FSE (si tratta del 32 per cento dei disoccupati o degli inattivi).

Sempre entro il 2022, 10,3 milioni di persone si sono qualificate grazie alle misure formative cofinanziate dal FSE e 3 milioni hanno partecipato a corsi di istruzione/formazione professionale finanziati dal FSE/YEI/FSE+.

Per l’obiettivo di inclusione sociale, quasi 15 milioni di misure di inclusione sociale sono state erogate a singoli beneficiari del FSE e FEAD; quasi 600.000 partecipanti privi di abitazione o colpiti dall’esclusione abitativa hanno ricevuto un sostegno. E ben 6,9 milioni di beneficiari appartenevano a gruppi svantaggiati.

Il bilancio complessivo FSE nella programmazione 2014-2020 è pari a 146,9 miliardi di euro, di cui 108,9 miliardi di euro finanziati dall’UE. Questi vanno aggiunti alle risorse per l’Iniziativa per l’occupazione giovanile (YEI) per un totale di 151,4 miliardi di euro. C’è da considerare che dal 2014, il fondo ha subito diverse modifiche sostanziali, per esempio in risposta alla crisi COVID-19 e per far fronte alle conseguenze della guerra di aggressione della Russia in Ucraina. Pertanto, gli importi indicati comprendono 19,8 miliardi di euro di nuovi finanziamenti da parte di REACT-EU, incentrati sul recupero delle crisi economiche, sulla lotta alla pandemia COVID-19 e sugli investimenti per il futuro. Infine, il FSE è stato utilizzato nel 2022 anche per finanziare misure emergenziali di sostegno ai rifugiati ucraini (azione CARE) e di assistenza flessibile ai territori (FAST-CARE).

Alla fine del 2022, i tassi di attuazione complessivi (quota di spesa dichiarata rispetto ai budget assegnati) avevano raggiunto il 74% includendo i nuovi fondi REACT-EU e l’83% senza REACT-EU. I ritardi nell’attuazione si sono accumulati all’inizio del periodo di programmazione. Inoltre, negli ultimi anni di attuazione, con il lancio degli strumenti anti-crisi, tra cui lo strumento di ripresa e resilienza, il tasso di recupero è stato lento, più lento rispetto alla programmazione 2007-2013.

Dal rapporto non sono evidenti grandi differenze di attuazione tra le regioni, con una partecipazione relativamente equilibrata tra regioni più e meno sviluppate, in linea con le quote di bilancio assegnate.

 

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