Itinerari Previdenziali e la doppia tassazione delle Casse

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Si è tenuto, nei giorni scorsi, l’evento, organizzato da Itinerari Previdenziali, dal titolo “Economia reale e incentivi fiscali: una via da riprendere”.

Come stimolare il contributo di questi investitori all’economia italiana?  si chiedono gli organizzatori del convegno che rilanciano “Che ruolo possono avere gli investimenti alternativi e di quali misure e agevolazioni necessitano affinché vengano pienamente sfruttati?”

“Sono solo alcune delle molte domande che necessitano di essere prese in considerazione – spiegano – affinché gli investitori istituzionali possano contribuire allo sviluppo dell’ambizioso progetto di riforme previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Domande che, a fine anno, non possono che essere poste in relazione alla stesura della Legge di Bilancio. Un momento chiave per (ri)discutere le esigenze del mondo istituzionale:dalla necessità di promuovere agevolazioni fiscali e normative, al regime di tassazione degli investitori previdenziali”.

“L’ambito fiscale, in particolare, sconta una serie di criticità – ha sottolineato Alberto Brambilla presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali nell’introduzione ai lavori – in primis il dettaglio della cosiddetta “doppia tassazione” delle Casse privatizzate (al 26% sui rendimenti e la tassazione sulle prestazioni), che si configura come un “unicum in Europa”.

D’accordo il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

“Non è possibile tassare le Casse di previdenza dei liberi professionisti alla pari degli speculatori; non è etico tassare chi provvede a garantire la pensione a quasi 2 milioni di professionisti, alla pari di chi gioca in borsa – ha detto il senatore – . Ecco perché ho proposto un emendamento alla legge di Bilancio per ridurre la tassazione dal 26 al 20 per cento, equiparando almeno le Casse di previdenza ai Fondi pensione. È quindi necessario sburocratizzare il più possibile l’attività delle Casse, oggi eccessivamente vincolate alle autorizzazioni ministeriali. Ed è in tal senso che ho ottenuto ieri in Commissione Finanze l’approvazione nel dl Fiscale di un emendamento di Fratelli d’Italia, che garantisce tempi certi di massimo 30 giorni alle Casse per ottenere i pareri del ministero. Dobbiamo, infine, sempre più coinvolgere le Casse di previdenza dei liberi professionisti nell’economia reale e favorire investimenti ESG nelle start-up, nelle PMI e quindi nel settore della green economy e della digitalizzazione, ricorrendo all’utilizzo della leva fiscale”.

Ad oggi per Fabrizia Lapecorella direttrice generale delle Finanze del MEF non si riscontrano “novità stravolgenti sulle riflessioni in corso riguardanti la fiscalità degli istituzionali. C’è ”un dibattito in sede parlamentare relativo alla fiscalità delle casse di previdenza ma che non si è ancora tradotto in una presa di posizione da parte del governo”.