Revisione della governance economica: Consiglio e Parlamento trovano un accordo sulla riforma delle regole di bilancio

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Nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 febbraio i negoziatori del Consiglio e del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla proposta di riforma del “quadro di governance economica dell’UE”.

L’obiettivo principale della riforma è quello di garantire finanze pubbliche sane e sostenibili, promuovendo al contempo una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti.

Il ministro delle finanze belga, Vincent Van Peteghem, ha affermato “Le nuove norme miglioreranno significativamente il quadro esistente e garantiranno regole efficaci e applicabili a tutti i Paesi dell’UE” nel salvaguardare l’equilibrio e sostenibilità dei bilanci pubblici degli Stati membri, si rafforzerà l’attenzione sulle riforme strutturali e si promuoveranno gli investimenti, la crescita e la creazione di posti di lavoro in tutta l’UE “Sono lieto che abbiamo trovato un accordo equilibrato che ora consentirà una rapida attuazione”.

Esther De Lange, co-negoziatrice per il Parlamento, appartenente al gruppo dei Popolari europei, ha dichiarato: “Era necessario un nuovo quadro di governance economica. Ci siamo assunti la nostra responsabilità assicurando che le nuove regole di bilancio siano solide e credibili, pur lasciando spazio agli investimenti necessari”. Le ha fatto eco, Margarida Marques, co-negoziatrice del gruppo socialisti e democratici “Le nuove regole offriranno più spazio per gli investimenti, flessibilità agli Stati membri per smussare i loro aggiustamenti e rafforzeranno la dimensione sociale. Con un approccio caso per caso e a medio termine, unito a una maggiore partecipazione, gli Stati membri saranno meglio attrezzati per prevenire le politiche di austerità.

Le nuove disposizioni promuoveranno gli investimenti, terranno conto della convergenza sociale e aumenteranno la proprietà nazionale dei piani. Le regole aggiornate stabiliscono gli importi minimi di riduzione media del deficit e del debito che un governo deve rispettare. Il periodo entro il quale gli obiettivi di un piano nazionale devono essere raggiunti può essere esteso e le deviazioni dal piano saranno consentite in circostanze eccezionali. I primi piani nazionali che delineano la spesa, le riforme e gli investimenti devono essere preparati entro settembre 2024.

Al centro dell’accordo provvisorio, quindi, rimangono la riduzione del rapporto debito/PIL e del possibile disavanzo dei bilanci dei singoli Paesi in modo graduale, realistico, sostenuto e favorevole alla crescita, proteggendo al contempo le riforme e gli investimenti nei settori strategici quali il digitale, l’ecologia, il sociale o la difesa. Inoltre, gli elementi ciclici della spesa per i sussidi di disoccupazione non saranno considerati nel calcolo della spesa di un governo.

Al tempo stesso, tuttavia, il nuovo quadro normativo offrirà ai Paesi membri uno spazio adeguato per l’attuazione di politiche anticicliche e per affrontare gli squilibri macroeconomici.

La dimensione sociale viene rafforzata nell’ambito del processo del Semestre europeo. La Commissione misurerà sia l’attuazione dei principi del Pilastro europeo dei diritti sociali sia i rischi per la convergenza sociale. Gli Stati membri dovranno garantire che il loro piano nazionale contribuisca anche agli obiettivi sociali.

L’accordo mantiene anche l’obbligo per gli Stati membri di presentare i propri rispettivi piani strutturali di bilancio a medio termine.

Le nuove regole, come si legge sul sito del Parlamento europeo, aggiungono chiarezza e semplicità al processo di sorveglianza fiscale, concentrandosi su un unico parametro, la spesa annuale di un governo, per analizzare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Tutti i Paesi forniranno piani a medio termine che delineeranno i loro obiettivi di spesa e le modalità con cui verranno intrapresi investimenti e riforme. Su richiesta dello Stato membro, il Consiglio può concedere l’autorizzazione a deviare dal percorso di spesa nel caso in cui circostanze eccezionali, al di fuori del controllo del medesimo Paese, abbiano un impatto rilevante sulle sue finanze pubbliche. Verrebbe specificato un limite di tempo per tale deviazione, ma questo periodo può essere prorogato se le circostanze eccezionali persistono. La proroga avrebbe una durata massima di un anno e può essere concessa più di una volta.

Migliorare il dialogo e la titolarità

Gli Stati membri con alti livelli di deficit o di debito riceveranno una guida pre-pianificazione su come dovrebbero essere i loro obiettivi di spesa. Per garantire la sostenibilità della spesa, sono stati introdotti parametri numerici di salvaguardia, che dovranno essere rispettati dai Paesi con debito o deficit eccessivi. Le regole aggiungeranno anche una nuova attenzione al sistema, che ora contribuirà attivamente a promuovere gli investimenti pubblici nelle aree prioritarie. Infine, il sistema sarà più adatto alle realtà di ciascun Paese, invece di applicare un approccio unico, e terrà maggiormente conto delle preoccupazioni sociali.

La Commissione europea presenterà una “traiettoria di riferimento” (già nota come “traiettoria tecnica”) agli Stati membri il cui debito pubblico supera il 60 % del prodotto interno lordo (PIL) o il cui deficit pubblico supera il 3% del PIL. L’accordo provvisorio prevede un pre-dialogo facoltativo e fattuale tra gli Stati membri e la Commissione.

Prima della presentazione del piano nazionale (obbligatorio per tutti gli Stati membri), lo Stato membro interessato deve incontrare la Commissione, con l’obiettivo di definire un piano che soddisfi tutti i requisiti. Per i Paesi con un deficit o un debito eccessivo, fino a un mese prima della trasmissione da parte della Commissione delle indicazioni sul rispettivo percorso di spesa, questi Stati membri possono richiedere un processo di discussione con la Commissione. Entrambi i tipi di incontri offrono agli Stati membri interessati l’opportunità di esporre le proprie ragioni. Ciò dovrebbe garantire un approccio più personalizzato e una maggiore titolarità.

Anche il ruolo delle istituzioni fiscali nazionali indipendenti, gli organi apartitici incaricati di vagliare l’adeguatezza dei bilanci e delle proiezioni fiscali dei rispettivi governi, viene notevolmente rafforzato, con l’obiettivo che questo ruolo maggiore contribuisca a costruire ulteriormente la titolarità nazionale.

La traiettoria di riferimento indica agli Stati membri come poter garantire che – al termine di un periodo di aggiustamento fiscale di quattro anni – il debito pubblico torni su una traiettoria plausibilmente discendente o rimanga a livelli prudenti nel medio termine.

L’accordo provvisorio contiene due salvaguardie che la traiettoria di riferimento deve rispettare:

  • la salvaguardia della sostenibilità del debito, per garantire una riduzione dei livelli di debito, e
  • la salvaguardia della tenuta del disavanzo, per fornire un margine di sicurezza al di sotto del valore di riferimento del disavanzo del 3% del PIL previsto dal Trattato dell’Unione, con l’obiettivo di creare riserve di bilancio.

Sulla base della traiettoria di riferimento, gli Stati membri incorporano il percorso di aggiustamento fiscale, espresso come percorso di spesa netta, nei loro piani strutturali di bilancio nazionali a medio termine. I piani, compresi i percorsi di spesa netta, devono quindi essere approvati dal Consiglio europeo. L’accordo prevede che un conto di controllo registri le deviazioni dai percorsi di spesa netta specifici per paese.

Le nuove norme contengono diverse disposizioni che consentono un maggiore respiro. In particolare, concedono tre anni in più rispetto ai quattro standard per raggiungere gli obiettivi del piano nazionale (sempre su richiesta del Paese membro) per l’aggiustamento fiscale. Questo tempo aggiuntivo verrebbe normalmente concesso solo se gli impegni di investimento e di riforma alla base dell’estensione soddisfano una serie di criteri definiti, e siano volti a migliorare la resilienza e il potenziale di crescita, a sostenere la sostenibilità fiscale e ad affrontare le priorità comuni dell’UE. Tra queste ultime: il raggiungimento di una transizione equa, verde e digitale, la garanzia della sicurezza energetica, il rafforzamento della resilienza sociale ed economica e, ove necessario, lo sviluppo delle capacità di difesa.

I prossimi passi

L’accordo politico provvisorio sul cosiddetto “braccio preventivo” del nuovo quadro di governance economica dell’UE è soggetto all’approvazione del Consiglio in seno al Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER) e della Commissione per gli affari economici del Parlamento prima di passare al voto formale sia del Consiglio che del Parlamento. Una volta adottate, le regole entreranno in vigore subito dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. E’ bene rammentare che il regolamento sul “braccio correttivo” e la direttiva sui requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri richiedono solo la consultazione del Parlamento europeo. L’obiettivo è di adottarli in Consiglio contemporaneamente al braccio preventivo.

I primi piani nazionali dovranno essere presentati da ogni Stato membro entro il 20 settembre 2024.

Il contesto

La governance economica è un pilastro fondamentale dell’architettura dell’Unione economica e monetaria, dal 1992, con l’obiettivo di prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici che potrebbero indebolire le economie nazionali e colpire altri Paesi dell’UE a livello transnazionale.

L’economia dell’UE sta ancora affrontando le sfide della ripresa dalla pandemia COVID-19 e della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Sullo sfondo di livelli di debito e tassi di interesse più elevati e di nuovi obiettivi comuni di investimento e di riforma, l’UE sta riformando il Patto di stabilità e crescita e individuando le modalità per migliorarne ulteriormente l’efficacia.

Il 26 aprile 2023, la Commissione ha presentato un pacchetto di tre proposte legislative: due regolamenti volti a sostituire (braccio preventivo) o modificare (braccio correttivo) i due pilastri del Patto di stabilità e crescita adottato per la prima volta nel 1997 e una direttiva modificata sui requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri.

Il 21 dicembre 2023, il Consiglio ha formalmente approvato un mandato per i negoziati con il Parlamento europeo sul regolamento sul braccio preventivo e un accordo di principio in vista della consultazione del Parlamento europeo sul regolamento sul braccio correttivo e sulla direttiva sui requisiti per i quadri di bilancio nazionali.

Il Consiglio europeo ha dato impulso politico alla riforma, da ultimo nella riunione del 26-27 ottobre 2023.

Il negoziatore per il Consiglio è Vincent Van Peteghem, vice primo ministro e ministro delle Finanze del Belgio. I negoziatori del Parlamento europeo sono le correlatrici Esther de Lange e Margarida Marques. La Commissione è rappresentata dal vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis.