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Il futuro della libera professione: aggregarsi per crescere

di Massimo Garbari, Presidente Inarcassa

Il mondo delle Professioni sta attraversando un momento cruciale. La crescente complessità delle attività, la pressione competitiva e la necessità di servizi specializzati stanno rendendo sempre più urgente un cambiamento nel modo di lavorare. Tra le soluzioni più efficaci emerge l’aggregazione, che consente ai professionisti di unire risorse e competenze per migliorare l’organizzazione del lavoro e garantire continuità operativa.

In Italia ci sono oltre 1,3 milioni di liberi professionisti: una componente importante del mercato del lavoro, influenzata dalle trasformazioni demografiche, economiche e tecnologiche. Per restare competitivi sarà essenziale favorire la collaborazione strutturata.

Le Società tra Professionisti (StP) offrono proprio questo: un modello organizzato che permette di condividere responsabilità, strumenti e conoscenze. Non sorprende quindi che, secondo studi di Fondazione Inarcassa, REF Ricerche e CBE, chi lavora da solo si trovi spesso in difficoltà sul piano manageriale: project management, networking internazionale e competenze gestionali sono tra i principali punti deboli.

I dati economici del 2023 mostrano chiaramente che i soci di StP, anche se ancora pochi, registrano in media redditi e fatturati più elevati rispetto ai colleghi autonomi. Per esempio, un ingegnere under 35 socio di StP guadagna più del triplo rispetto a un pari età non socio; tra gli architetti tra 46 e 55 anni i redditi dei soci superano in media i 126.000 euro.

Naturalmente, non si può affermare che una StP garantisca automaticamente guadagni più alti, ma il potenziale è evidente. Il Nord Italia è l’area che registra la maggiore concentrazione di StP, con una composizione interna equilibrata tra architetti e ingegneri e una presenza significativa di professionisti under 40, aspetto che testimonia la capacità del modello societario di rappresentare una via di accesso privilegiata per le nuove generazioni.

Un ruolo determinante è svolto anche dal quadro normativo. Con il Decreto IRPEF‑IRES (art. 177‑bis del TUIR) è stata introdotta una delle innovazioni più rilevanti per il mondo delle professioni: la neutralità fiscale applicata alle StP. Una misura che apre a processi di aggregazione, trasformazione e riorganizzazione molto più agevoli, eliminando il peso della tassazione su plusvalenze e minusvalenze. Riconoscere anche alle professioni intellettuali strumenti tipici dell’impresa rappresenta un passo avanti decisivo, perché consente a studi e professionisti di svilupparsi con maggiore libertà e visione strategica. L’auspicio è che il sistema fiscale italiano continui a evolvere verso modelli più snelli, prevedibili ed efficienti, capaci non solo di sostenere la crescita delle StP – anche in ambito europeo – ma anche di attrarre investimenti e restituire fiducia a chi opera ogni giorno nel settore professionale.

Le nuove professioni che stanno emergendo nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura richiedono competenze digitali avanzate, capacità di leggere e gestire grandi quantità di dati, sensibilità ambientale e abilità nella gestione di processi complessi. I settori più dinamici includono l’AI, la sostenibilità, la cybersecurity e la sanità. Per i giovani questo significa che la scelta del percorso universitario sarà più strategica che mai.

In sintesi, lavorare insieme conviene: aiuta a competere, a crescere e affrontare con più forza le sfide della transizione ecologica e digitale.

In un mercato che cambia con velocità crescente, la vera sfida non è resistere, ma evolvere e l’evoluzione, oggi, passa dalla capacità di lavorare insieme.

 

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